

Capire la rete, saperla usare bene, navigarla con padronanza e abilità significa oggi ritrovare le radici della natura umana che si sta evolvendo in modo naturale... con l'internet, la rivoluzione è stata grande. Gli spazi di dialogo sono infiniti, ognuno di noi ne può creare a volontà. C'è una possibilità tutta nuova di coltivare la diversità, di scoprire culture diverse, e al tempo stesso ricercare interessi comuni che superano i confini e le distanze in una T.A.S.C.A. senza confini
Il corso di Storia della Pedagogia e dell'Educazione mira all'approfondimento costruttivo e alla condivisione e all'individuazione di buone pratiche inerenti le dinamiche comunicative che quotidianamente possono caratterizzare il nostro ambiente didattico che un ambiente esterno, dove viene avviato il passaggio da Sapiente a Agente per attuare quel forma-mentis necessario alla nostra quotidianeità.
La città per chi passa senza entrarci è una, e un'altra per chi ne è preso e non ne esce; una è la città in cui si arriva la prima volta, un'altra quella che si lascia per non tornare. Il viaggiatore riconosce il poco che è suo scoprendo il molto che non ha avuto e non avrà.
Italo Calvino, "Le città invisibili"
La potea: un cantiere in piena tras/form/azione.....
I cantieri medioevali fra XI e XII secolo sono i cantieri che sviluppano nuove tecnologie o rinnovano quelle antiche: lavorazione della pietra, fusione dei metalli, dal ferro al bronzo, dall'argento all'oro, lavorazione del legno e capacità di organizzare imprese costruttive complesse, ponti, mura, palazzi, castelli, cattedrali. Il cantiere romanico è un cantiere ricco di specialisti di ogni ambito ma quello dell'età gotica impone tecnologie più avanzate; si lavora la pietra, la si taglia, la si sovrappone, la si collega, tutto questo impone la presenza di centinaia di scultori, o lapicidi se si preferisce, che operano secondo disegni e progetti dettagliatissimi. Il cantiere gotico vede anche, più che in passato, il passaggio dei progetti da una officina all'altra, il trasferimento di architetti e con loro di pittori o di disegnatori di vetrate, infine il cantiere gotico non è isolato nel sistema della città come nello scorcio del secolo XI e agli inizi del XII ma sta al centro di un complesso rinnovamento edilizio dello spazio urbano che vede la ricostruzione di intere insulae, di interi spazi urbani che erano di legno e che adesso vengono ricostruiti in mattone e in pietra. Dunque il cantiere tardomedievale è un cantiere che opera nella città intera, che ricostruisce per l'ennesima volta le mura perché le città sono enormemente cresciute, che costruisce dentro le città case signorili e palazzi pubblici, edifici che si legano alle artes, le corporazioni medioevali, e ancora fontane e canali; queste ultime realizzazioni vogliono dire dominio delle acque e disponibilità quindi di esse per la città intera. Fuori della città intanto si ricostruisce, dopo quella del IX e quella dell'XI secolo, una nuova generazione di castelli, di fortificazioni, che datano dal XIII al XIV secolo ed oltre. Fare la storia dei cantieri medioevali vuole dire fare la storia delle officine e dei loro modi di trasmissione della memoria, dunque codici di disegni, dunque piante, dunque alzati, e quindi vuole dire fare la storia della modernità, perché dalle tecnologie sempre più raffinate e dalla loro trasmissione dipende la rivoluzione tecnica del mondo gotico e quella poi del rinascimento. In questo quadro si inserisce la innovazione della scultura e della pittura che trasforma il modo di concepire le immagini, le figure, di vivere nuove realtà che pia piano trasformano il vecchi sapere in in nuovo modo di percepire illa nuova modernità di allora.
