Atualmente faccio parte della Commissione della Ricerca Regionale Liguria" in ambito Pedagocico-Tecnologico per l'UNICEF per il programma "Scuola UNICEF di Educazione allo Sviluppo". Il progetto www.garanteinfanzia.it, ha inserito a nuova figura del facilitatore UNICEF, figura che affianca il Docente Garante UNICEF e che riassume in sé competenze specialistiche, professionali, assumendo mansioni operative, coordinative, comunicative, progettuali, spendibili in una pluralità di situazioni.
L'attività del Pedagogista-Tecnologo Esperto UNICEF all'interno del Comitato Provinciale UNICEF può variare dall'essere la figura di riferimento per risolvere le situazioni di disagio famigliare, all'essere il responsabile della ricerca e soluzione del problema.
Nel primo caso, sarà suo compito, valutare l'ambiente famigliare dal punto di vista del benessere psicofisico tenendo conto dell'organizzazione, del clima, della motivazione e del coinvolgimento delle persone che compongono il "nucleo", trovare, proporre, progettare le soluzioni più adeguate a generare un clima sereno; nel secondo caso, si occuperà della valutazione delle notizie per un corretto e proficuo inserimento all'interno del sito www.Garanteinfanzia
Il Pedagogista-Tecnologo UNICEF è un professionista che si trova ad operare nelle scuole di ogni ordine e grado, promuovendone la comprensione interculturale per facilitare l'integrazione. cercando di mediare interlocutori incapaci di comprendersi le diversità culturali in nuovi territori e favorirne lo scambio inter-etnico. (La necessità di questa nuova figura professionale è più sentita nell'ambito del mondo dell'educazione/istruzione per favorire ad esempio l'integrazione tra i nuclei famigliari bisognosi e la nostra società).
In questi ambiti il professionista deve intervenire per prevenire fenomeni di conflittualità e di discriminazione che potrebbero minare i rapporti interpersonali ed incidere sul rendimento famigliare e lavorativo, e fare in modo che il soggetto sia stimolato ad inserirsi senza problemi nella comunità culturale italiana nel rispetto delle regole e nella fruizione dei servizi.
La "visione meta Tecnologica del Pedagogista" è l'anello di congiunzione con il Docente Garante Infanzia ed insieme cercheranno di trattare i problemi concreti che ciascuno delle due figure si troveranno a fronteggiare: parlare di questi problemi con altre persone che hanno attraversato tali esperienze può aiutare ad affrontare le difficoltà quotidiane ed imparare a riconoscerle per il futuro. Queste persone si potranno incontrare o di persona o virtualmente tramite il "Forum di Garanteinfanzia e sarà sicuramente una nuova risorsa: " un momento d'incontro tra persone - singole, in coppia o in famiglie, unite da uno stesso problema per rompere l'isolamento, per raccontarsi le proprie esperienze di vita, per scambiarsi informazioni e soluzioni, per condividere esperienze e conquiste con l'obiettivo di riscoprirsi non solo per sé, ma per l'intero gruppo.
E' possibile che chi "aiuta" all'interno del gruppo sia una persona che è riuscita a far fronte ad un problema con successo e che per questo abbia acquisito competenze basate sull'esperienza concreta piuttosto che sulla formazione specialistica.
Il Peda-Tecnologo ha, come obiettivo centrale, la fruizione in maniera accessibile ed utilizzabile dei diritti dell'infanzia., istruendo nuove strategie per indirizzare le competenze essenziali agli utilizzatori. Per attuare in maniera metodologica la preparazione di attività per l'utilizzo di queste nuove strategie, la creazione del sito www.garanteinfanzia.it indirizzerà l'utente nei contesti di appartenenza, favorendo la cooperazione tra i partecipanti e creando le condizioni per stabilire una "rete tra le reti" impegnate nell'educazione interculturale.
La nuova figura del Peda-Tecnologo UNICEF affianca il Docente Garante UNICEF, riassumendo in sé competenze specialistiche, professionali, assumendo responsabilità progettuali operative, coordinative, spendibili in una pluralità di situazioni.
La sua figura opera nella quotidianità, promuovendo partecipazione attiva e sollecitando motivazioni dialettiche finalizzate alla formazione dei cittadini con mirate strategie integrate nelle realtà territoriali più a rischio. Questo "supporto innovativo di relazione" favorisce un maggior coinvolgimento delle istituzioni locali inserendo in "data base" le esperienze dei partecipanti che saranno il punto di partenza del processo di apprendimento collettivo ed individuale in uno "spazio virtuale" per discutere e promuovere nuove idee ed utilizzi nel campo dei diritti umani.
Considerando che l'educazione ai diritti dell'infanzia non può essere limitata alla sola trasmissione di utili informazioni, che rischiano altrimenti di restare fini a se stesse, ma deve puntare allo sviluppo nell'individuo, alle sue competenze istruendo l'utente che consulta il sito del Garanteinfanzia ad un grado di comunicazione di gruppo , sciogliendo i propri nodi, essere in grado di comunicare con gli altri, cogliere prospettive differenti "mettendo in comune" le proprie esperienze negative-positive che siano. In questo processo un ruolo fondamentale lo gioca naturalmente il "Pedagogista Esperto UNICEF" che indirizza ad un "modello" relazionale unitario che induca alla riflessione sull'importanza del sistema relazionale, a partire dalla propria esperienza per fornire spunti che inducano ad una migliore interazioni all'interno della società. Le persone affette da problematiche sociali rappresentano sul territorio una specifica area di marginalità sociale che spesso suscita negli altri timore e pregiudizi accrescendo la sofferenza personale, l'esclusione sociale ostacolando l'accesso ai percorsi di cittadinanza.
Il "Peda-Tecnologo Esperto UNICEF" deve supportare, col suo ruolo, la restituzione del diritti di cittadinanza. favorire la consapevolezza che tramite il web si può diventare consapevoli delle problematiche globali concernenti i diritti dell'infanzia per un agire locale favorendo l'utilizzo di diversi linguaggi con proposte concrete di attività che possono essere portate avanti nei territori, nei quartieri, a scuola
Il nostro tempo è caratterizzato da una accelerazione intensa e sempre più difficilmente prevedibile dei mutamenti politici, ideologici, economici, culturali e ambientali, che rende questa epoca storica diversa da tutte le precedenti.
Questa caratteristica deve essere presa in considerazione anche in campo educativo, dove è possibile delineare nuove grandi finalità formative che favoriscono la percezione, l'analisi e la comprensione dei cambiamenti da parte di una "società aggressiva" a livello comunicativo, al fine di diventare cittadini consapevoli e responsabili nei confronti di sé, dell'ambiente e della comunità intesa non solo come società di appartenenza. La dimensione sociale/ambientale costituisce una componente insostituibile dell'educazione alla complessità del reale, che possiamo considerare una finalità generale che sta a monte del bagaglio di concetti, conoscenze e metodologie che fondono assieme elementi formativi che vanno a integrarsi e a fornire i giusti stimoli per un apprendimento basato sull'esperienza diretta.
Concludendo, la figura del "Peda-tecnologoEsperto Unicef" deve far convivere le differenze, non ad eliminarle costruendo, con l'aiuto della "rete" i diversi gradi di accordo riguardo determinate decisioni, che però avvengono in modo esplicito e globalmente accettate dalla sede Provinciale UNICEF e la sua collaborazione diventa l' helper - chi aiuta.
Viaggiare "In & Out" nella rete
Il passaggio dall'Ottocento al Novecento, segnato dalla transizione dal vecchio al nuovo mondo formato da stati indipendenti e coloniali, dalle nuove vie di comunicazione, da un forte incremento demografico, da una società dinamica e aperta alle innovazioni, da una classe borghese intraprendente, ci lascia tutta una serie di eredità in ambito educativo sia dal punto di vista delle idee sulla educazione sia da quello della realtà educative. Gli effetti della seconda rivoluzione industriale si riversano direttamente sulle grandi città, le trasformano e le proiettano nel futuro catapultando alla fine del secolo Londra e Parigi come metropoli mondiali: un intreccio compatto di reti di comunicazione, di servizi e di trasporti. Le città economicamente più vivaci attraggono sempre più gente non tenendo conto dei caratteri della vita urbana quali l'ambiente fisico, il tessuto sociale, la componente culturale, che raramente si coniugano con le esigenze di città in pieno sviluppo commerciale. Il bisogno di formare persone capaci di agire ed interagire in rete in funzione di obiettivi didattici nasce proprio per individuare e definire gli atteggiamenti indispensabili per avvalersi di Internet per spiegare ed imprimere alla nostra società in che modo le reti possono dar luogo a nuovi contesti di apprendimento, per identificare i criteri a cui riferirsi nel decidere se e come allestire un ambiente di apprendimento in rete, adattandolo alle esigenze specifiche degli utenti. Per identificarne i criteri , analizziamo la parola medium e il suo significato più intrinseco. Quando si pensa ai media, in genere si mettono a capo della nostra attenzione e si impongono come punto di riferimento costante in qualunque discorso intorno agli stessi trascurando la parola "tecnologie". I mezzi di comunicazione, secondo questo modo di vedere, sono nient'altro che macchine e supporti per trasmettere le informazioni da un'emittente a una pluralità più o meno indistinta di destinatari. Per lungo tempo questa prospettiva è stata l'unica chiave di interpretazione dei media e la tecnologia è ancor oggi vista come un qualcosa di impalpabile, di sfuggevole e non generatrice di nuove esperienze. Dalla nascita del telegrafo alla televisione via cavo i media sono stati spesso pensati come rivoluzioni tecnologiche in grado da sole di stravolgere la vita quotidiana delle persone. La prima pagina WWW è stata aperta nel 1991 al CERN di Ginevra, nell'ambito di un progetto il cui scopo era facilitare la condivisione di documenti e pratiche all'interno di comunità scientifiche. Tim Barners Lee ,uno degli inventori del WWW, si auspicò una grande diffusione,secondo le stime nell'anno 2006 gli utenti della rete erano 550 milioni distribuiti su una ragnatela mondiale. Altro esempio di definizione e ridefinizione storica del significato di un medium è quello della storia della televisione italiana: gli anni cinquanta vedevano questo mezzo di comunicazione come lo strumento perfetto, per realizzare l'unità della lingua e della cultura italiana . Tutti i traguardi tecnologici hanno un centro d'origine nella storia e nei bisogni dell'uomo, ma prendono forma e identità in modo graduale e imprevedibile. La formazione a distanza in una prima ampia definizione è quella tipologia di processo formativo che ha luogo quando un docente ed uno studente sono separati da una distanza fisica. Le tecnologie (audio, video, dati e materiali stampati) vengono utilizzate per colmare lo scarto didattico e comunicativo derivante da tale distanza. Formazione in presenza e formazione totalmente a distanza sono i due estremi di un continuum all'interno del quale è possibile individuare le varie tipologie di formazione a distanza: la tradizionale formazione in aula può essere integrata da lavori di gruppi autogestiti e può prevedere un tutor di supporto che li affianca. Attualmente l'utilizzo di Internet dovuto al web è superiore a quello di tutti gli altri servizi disponibili, come posta elettronica, news, video. Internet ha già cambiato diverse abitudini, consentendo a molti di fare cose nuove e vecchie, in modo più efficace ed efficiente. Il Web è costituito da milioni di computer connessi alla rete; i server web da miliardi di miliardi di documenti in essi memorizzati. La sua funzione principale è quella di permettere ad un utente di pubblicare documenti multimediali, che possono contenere dati, voci, immagini, filmati, dando la possibilità ad altri utenti di accedervi in modo molto semplice. Il web viene usato da aziende, enti e singoli individui per gli scopi più diversi, dall'e-commerce alla comunicazione e trasmissione di messaggi di posta elettronica; fa accedere ad un data-base in cui sono memorizzati e opportunamente catalogati documenti di varia natura, come report, materiale didattico, notizie apparse sui quotidiani, consentendo agli utenti di individuare i documenti di interesse in base a diverse chiavi di ricerca, area tematica, data di pubblicazione, tipologia di documento e così via. Dunque Internet è di supporto alla comunicazione ed è finalizzato alla creazione di relazioni interpersonali all'interno di una organizzazione sociale, utili per il trasferimento della "conoscenza tacita", ossia l'insieme di informazioni che non sono facilmente codificabili attraverso documenti, ma che devono necessariamente essere trasferite da persona a persona. Le intranet di questo tipo offrono servizi di interazione e comunicazione quali video-conferenze, forum, chat, gruppi di discussione, che offrono la possibilità a due o più persone di discutere "privatamente". E' la soluzione ideale per chi ricerca la sensazione di una presenza reale ed immediata, perciò Internet, in pratica, assume un valore didattico nel momento stesso in cui suggerisce a ogni utente atteggiamenti critici, implicando strategie personali di scelta: il solo navigare attraverso il World Web rappresenta di per sé un'esperienza educativa. Perché l'uso di Internet possa configurarsi come e propria condivisione di esperienza non è solo necessario che gli utenti sappiano navigare, ma occorre anche che si abituino ad elaborare direttamente le informazioni e a dialogare tra loro, utilizzando tutta la gamma degli strumenti di cui si può disporre in rete (il web, la posta elettronica, il chatting,). Una delle ragioni della diffusione dell'istruzione in rete può essere individuata nei vantaggi organizzativi e logistici che un apprendimento telematico garantisce rispetto all'allestimento di un sistema tradizionale, basato su lezioni in aula e tecnologie didattiche tradizionali. L'interazione in rete offre, sul piano della gestione dei rapporti tra docenti e discenti, maggior comunicazione perché ha progressivamente liberato i discenti dal timore di chiedere o dire banalità (si osa domandare tutto e quindi gli studenti sono meno frustrati, anche perché gli insegnanti a loro volta possono organizzarsi meglio e rispondere più agevolmente ad un maggior numero di sollecitazioni (il forum). Sul piano dei rapporti tra studenti, invece, questa interazione (ricerca-azione/dinamica) si è tradotta in un vantaggio: ogni esperienza di collaborazione con un gruppo, in un ambiente di apprendimento, arricchisce ulteriormente il processo formativo.
Un sistema di web-Cooperative Learning è organizzare e gestire l'ambiente didattico, per i quali è stato coniato la sigla cifrata 24/7: il processo di insegnamento-apprendimento nel contesto virtuale di un e-learning non si interrompe mai ed è attivo 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana
(Woodall, 1999) . La rete si conferma lo strumento più adatto a veicolare diversi tipi di media e capace di supportare tutte le forme di comunicazione, delle quali la più utilizzata è quella che permette l'interazione a una via tra studente e docente, tramite il contatto di posta elettronica. Questo comporta una sostanziale asimmetria del processo comunicativo, che esclude il realizzarsi di quell'apprendimento collaborativo che si produce dall'interazione fra utenti nell'ambito dei corsi di gruppo. Per apprendimento collaborativo si intende il processo che enfatizza gli sforzi di cooperazione fra gli utenti, un'attività che comporta il confronto, il misurarsi con una logica di condivisione e di rivalutazione delle esperienze e opinioni personali a favore dell'acquisizione di nuove competenze. L'e-learning sposta in misura sostanziale la responsabilità del processo di formazione dal docente al partecipante, provocando una risposta assai differenziata da parte di ogni singolo individuo, a fronte di una maggior omogeneità di comportamento di una classe nella formazione tradizionale d'aula: il titolare è il partecipante (l'azione che ricerca il sapere). Il pensiero pedagogico della seconda metà del Novecento è segnato sul versante filosofico dall'influsso della cultura (post-moderna) e quindi dalla fine delle certezze sul soggetto "educatore ed educando" e dalla tentazione tecnocratica di ridurre l'educazione a funzione di un sistema le cui finalità sono decise dal mercato. Si è parlato del Novecento come del "secolo della scuola" , la definizione è efficace se si ricorda che appunto solo allora la scuola è diventata, di fatto e di diritto, una realtà di tutti e per tutti, dapprima a livello primario e poi anche a livello secondario, per quanto riguarda i paesi economicamente sviluppati. I sistemi scolastici hanno comunque tutti problemi di adattamento alle mutate situazioni e ormai è diffusa la consapevolezza che non esiste una riforma definitiva o una soluzione ottimale, pur in presenza di problemi analoghi. Consideriamo infine l'educazione in rapporto alla società entro la quale si svolge, essa si presenta in due forme principali, cioè come educazione familiare ed educazione scolastica, perciò, esaminando studi, attività di ricerca, metodi di procedimento per l'educazione non si può non entrare in una comparazione di educazione ma anche di processi formativi sia nel settore didattico sia nel settore sociale. Gli stili di vita che sono predominanti in una società sono dunque il punto di partenza e sempre provvisorio, di un processo di trasformazione, ma mai di arrivo. Le "contaminazioni" delle nuove tecnologie didattiche nella "cultura di base" sono opera della cultura massmediale: stiamo vivendo una fase di profonda trasformazione tecno-mediale. La travolgente diffusione della rete, l'avvento di applicazioni innovative e la nuova cultura della partecipazione favorita dalle tecnologie digitali sono alcuni importanti fattori che stanno contribuendo a ridisegnare l'assetto dei media. La convergenza prevede una trasformazione profonda delle dinamiche di produzione, distribuzione, condivisione e consumo di contenuti tecnologicamente mediati che convergono in un sistema linguistico, tecnico e sociale del nostro territorio. Oggi si trovano sempre meno spazi, meno occasioni per gli incontri, pertanto urge la riconquista di ambiti di confronto nei diversi scenari di ricerca individuando una comune strategia in spazi culturali differenti. Gli elementi circostanziali che possono agevolare i canali di ricerca si appoggiano all'immagine: guardare, visionare, studiare figure come rappresentazioni di racconti storici in differenti ambientazioni sociali, di territorio, di conoscenza. L'esigenza di pensare ai processi formativi in maniera strategica, ossia orientati allo sviluppo delle risorse umane articolando percorsi formativi, è uno strumento di supporto a quanti stanno attraversando un momento critico nel processo didattico. Intendere la formazione come sistema di gestione a supporto dello sviluppo delle risorse umane significa intervenire in modo mirato alla prevenzione del disagio individuale, pertanto problemi specifici quali prendere decisioni, sviluppare la conoscenza di sé, migliorare il proprio modo di relazionarsi con gli altri, incentiva il concetto di responsabilità individuale sul gruppo. L'apprendimento collaborativo si ha quando esiste una reale interdipendenza tra i membri del gruppo nella realizzazione di un compito, un impegno nel mutuo aiuto, un senso di responsabilità verso il gruppo e i suoi obiettivi. Gli studenti possono accedere a materiali comuni come file, software e oggetti multimediali e possono collaborare allo svolgimento di compiti assegnati o progetti, con una certa libertà di interpretazione,di movimento,di obiettivi. La collaborazione in tempo reale permette un accesso simultaneo ai contenuti; nei contesti collaborativi di fondamentale importanza è la mediazione tra il docente e gli studenti. Compito del docente è quello di organizzare, facilitare e monitorare lo svolgimento delle attività didattiche e il clima di collaborazione non dimenticando di chiedersi in che modo si debba oggi, ricercare il metodo per l'interpretazione delle fonti tenendo presente:
a) Come sono state influenzate le ricerche delle fonti in quel dato momento storico.
b) Come sono state interpretate.
c) Come sono state costruite.
d) Come sono state esportate.
e) Con quale dottrina educativa si sono inserite e proposte in quel dato contesto sociale.
f) Tenere in considerazione il "divide" tra origine e originalità.
Bisogna criticizzare l'ambito di studio andando a ricreare quel segmento di ricerca dove la figura dello storico si deve necessariamente amalgamare sia con la figura del pedagogista e ultimamente anche con la figura del tecnologo inserito nel campo didattico per potersi attenere alla circolarità delle finalità pedagogiche a 360°. Le fonti, le illustrazioni, le fonti storiche attraversano competenze diverse, confluiscono nella circolarità tra adulto-bambino considerando aspetti formativi che amalgamo territorio, contesti sociali, contesti storici che viaggiano parallelamente alla nostra trasformazione. Il piacere alla lettura, il piacere all'auto ascolto si incuneano nella cultura pedagogica facendo allineare le differenti chiavi di lettura che implicano processi formativi innovativi e strategie didattiche che confluiscono in una cultura orale e in una cultura visiva verso il senso dell'immagine nell'immaginario soggettivo. Analizzando il mio personale percorso formativo ho avuto modo di "incontrare" le tecnologie e i suoi aspetti trasversali inserendo in un nuovo contesto di trasmissione collaborativa i bisogni di destinatari sempre più dinamici, sempre più attenti alle innovazioni (ampliare lo scenario delle fonti in maniera innovativa). Considero perciò Internet non il futuro, bensì il presente che unisce lo storico al futuro stesso convogliando domande, chiarimenti degli utenti in forum di discussione, dove tutto e tutti sono indirizzati alla fruibilità autonoma o collaborativa di spunti (una navigabilità circolare a 360° in modo multi-direzionale). Analizzando la fonte, la stessa si descrive, indica una provenienza, cosa è stato prodotto per essere esibito, cosa è stato prodotto come ricerca personale in fasi, su riflessioni, per modalità. Il Pedagogista con il suo "slargamento visivo" di più orizzonti può cogliere mutamenti, fratture, precisi momenti che possono essere stati deviati da un percorso originale a vantaggio di un dato profilo storico. Tuttavia non ritengo di poter trarre conclusioni facendomi così condizionare da vantaggi o svantaggi in un momento di crescita, in quanto tutto conduce ad una grande quantità e qualità di stimoli, di approfondimenti, di momenti di riflessione che implicano una sempre maggior coscienza che l'interscambio ci porta: ricordiamoci della cassetta degli attrezzi che deve essere sempre a portata di mano, ricordiamoci sempre di unire il passato al presente, ricercare il nostro raccontare di ieri in un raccontare di oggi dove la storia, la propria storia, il proprio vissuto può essere la relazione con le fonti di domani. "La nostra civiltà si basa sulla molteplicità dei libri; la verità si trova solo inseguendola dalle pagine di un volume a quelle di un altro volume, come una farfalla dalle ali variegate che si nutre di linguaggi diversi, di confronti, di contraddizioni e forse in futuro ci saranno altri modi di leggere che noi non sospettiamo. Mi sembra sbagliato deprecare ogni novità tecnologica in nome dei valori umanistici in pericolo; una società più avanzata tecnologicamente potrà essere più ricca di stimoli, di scelte, di possibilità, di strumenti diversi , e avrà sempre più bisogno di leggere, di cose da leggere e di persone che leggano".
1) Cambiamento
2) TIC come parte della società in evoluzione
3) Le scuole devono adattarsi alla nuova società
4) La scuola come organizzazione dinamica
5) La scuola come istituzione basata sul network
Ciò che allora era ancora fortemente patrimonio comune, con sempre maggior intensità si è trasformato fino a diventare elemento individuale. Il ritmo di vita di noi adulti e ha subito una forte accelerazione caratterizzata dall'elemento tecnologico come strumento essenziale del nostro ambiente. Alla frenesia del giorno d'oggi deve venire contrapposta la sicurezza che deriva dal ritmo con cui si svolge la vita della scuola. A contatto con il mondo tecnologico circostante assumono grande importanza quelle attività artistiche che creano un ambiente "umano". Affinché la tecnologia, nel senso di uno strumento, non venga trascurata, va appunto curata mediante insegnamenti mirati che siano all'altezza dei tempi basando il dialogare come imput di apprendimento socio-emozionale. Le competenze di base che la società chiede all'istruzione e alla formazione sono quelle che forniscono all'individuo una solida base per la vita e per il lavoro,. pertanto includono competenze professionali e tecniche, nonché competenze sociali e personali, compresa la sensibilizzazione per l'arte e la cultura, che permettono agli individui di lavorare insieme ed essere cittadini attivi. Dato il ritmo sempre più accentuato dei mutamenti a livello sociale ed economico e in particolare data l'introduzione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) , occorre continuamente ridefinire il concetto di competenze di base e adattarlo regolarmente ai mutamenti. Quando la società cambia, anche la scuola deve cambiare e siccome la società cambia continuamente anche la scuola deve continuamente rinnovarsi. La scuola deve dialogare con la società contemporanea, se vuole rimanere fedele all'obiettivo di preparare gli allievi a viverla pienamente. Se la società diventa multiculturale, la scuola deve insegnare come vivere in una società multiculturale e la scuola deve sostenere i ragazzi a costruirsi un'identità che permetta loro di non avere paura di confrontarsi e di dialogare con qualsiasi alterità. Gli insegnanti devono pensarsi come mediatori fra i loro allievi e il mondo contemporaneo. In Italia i progetti e le idee non mancano, ma è noto quanto sia difficile operare reali e profondi cambiamenti, anche se a livello istituzionale non mancano circolari e decreti ministeriali che richiamano l'importanza di pratiche scolastiche interculturali. Scuola, Società, Organizzazione, Relazioni, Saperi vengono costruiti attraverso la collaborazione tra insegnanti e alunni, che considera di primaria importanza la messa a punto di dinamiche cooperative. Sui suoi attori, proponendo strategie e tecniche di attivazione dei gruppi, di cooperative learning, di formazione per l'applicazione diretta nella scuola è l'intento di costruire una rete dinamica, un sistema sufficientemente stabile di relazioni, che possano essere sempre più efficaci e armoniose, nella convinzione che i legami che si creano tra/sui banchi di scuola possono costituire un'occasione di apprendimento, crescita e cambiamento: sostenere i giovani durante il particolarissimo processo di formazione della loro personalità assecondando le naturali inclinazioni, aiutandoli ad esprimere pienamente le loro potenzialità logiche, affettive, psicologiche, cognitive, intellettive, sociali.
La "multimedialità" non può essere considerata solo in chiave di procedure e di strumenti tecnici, ma costituisce essa stessa una dimensione culturale dalla quale non si può prescindere nel processo di costruzione integrale dell'uomo. Appare quindi essenziale la diffusione della multimedialità in grado di incidere sulla struttura profonda dei processi di insegnamento e di apprendimento. Lo sviluppo delle tecnologie didattiche, pertanto, è sostanzialmente connesso a quello delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, perciò la rete siamo noi: ognuno deve essere maestro a se stesso, accettando il rischio di una navigazione senza confini, ricercando una meta da raggiungere muovendosi secondo una propria rotta.
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