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dall'essere sapienti all'essere agenti


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Giornale di Classe

Sei nella sezione: Storia della Pedagogia e dell' Educazione a.a. 2008/2009

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la mia rete

TecnologicaMentis.......

Il tempo è una dimensione sorprendentemente elastica: può essere dilatato, compresso, esteso talvolta addirittura fermato.


Il passaggio dall'Ottocento al Novecento, segnato dalla transizione dal vecchio al nuovo mondo, formato da stati indipendenti e coloniali, dalle nuove vie di comunicazione, da un forte incremento demografico, da una società dinamica e aperta alle innovazioni, da una classe borghese intraprendente, ci lascia certamente anche una serie di eredità in ambito educativo sia dal punto di vista delle idee sulla educazione sia da quello della realtà educative.
Gli effetti della seconda rivoluzione industriale si riversano direttamente sulle grandi città, le trasformano e le proiettano nel futuro catapultando alla fine del secolo Londra e Parigi come metropoli mondiali: sono un intreccio compatto di reti di comunicazione, di servizi e di trasporti.
Le città economicamente più vivaci attraggono sempre più gente non tenendo conto dei caratteri della vita urbana quali l'ambiente fisico, il tessuto sociale, la componente culturale, che raramente si coniugano con le esigenze di una città in pieno sviluppo commerciale.
Il bisogno di formare persone capaci di agire ed interagire in rete in funzione di obiettivi didattici nasce proprio per individuare e definire gli atteggiamenti indispensabili per avvalersi di Internet a scopi didattici e per spiegare ed imprimere alla nostra società in che modo le reti possono dar luogo a nuovi contesti di apprendimento, per identificare i criteri a cui riferirsi nel decidere se e come allestire un ambiente di apprendimento in rete, adattandolo alle esigenze specifiche degli utenti.
Per identificarne i criteri , analizziamo la parola media e il suo significato più intrinseco. Quando si pensa ai media in genere lo si fa con in mente un'idea piuttosto incerta e sfumata: stampa, radio televisione e internet si mettono a capo della nostra attenzione e si impongono come punto di riferimento costante in qualunque discorso intorno ai media dimenticandoci della parola "tecnologie". I mezzi di comunicazione secondo questo modo di vedere, sono nient'altro che macchine e supporti per trasmettere le informazioni da un'emittente a una pluralità più o meno indistinta di destinatari. Per lungo tempo questa prospettiva è stata l'unica chiave di interpretazione dei media e la tecnologia è ancor oggi vista come un qualcosa di impalpabile, di sfuggevole e non generatrice di nuove esperienze. Dalla nascita del telegrafo alla televisione via cavo i media sono stati spesso pensati come rivoluzioni tecnologiche in grado da sole di stravolgere la vita quotidiana delle persone.
Se torniamo più vicino a noi, scopriamo che Internet non aveva per nulla come obiettivo la condivisione dei saperi su scala planetaria ma Arpanet, la rete sperimentale di computer creata nel 1969 dall'Agenzia ARPA del Dipartimento della Difesa americano, aveva lo scopo di garantire la continuità e la sicurezza delle comunicazioni anche in caso di attacco nucleare su vasta scala. Altro esempio di definizione e ridefinizione storica del significato di un medium è quello della storia della televisione italiana. Le radici degli anni cinquanta vedevano questo mezzo di comunicazione come lo strumento perfetto, per realizzare l'unità della lingua e della cultura italiana. Tutti i traguardi tecnologici hanno un centro d'origine nella storia e nei bisogni dell'uomo, ma prendono forma e identità in modo graduale e imprevedibile.
La formazione a distanza in una prima ampia definizione è quella tipologia di processo formativo che ha luogo quando un docente ed uno studente sono separati da una distanza fisica. Le tecnologie (audio, video, dati e materiali stampati) vengono utilizzate per colmare lo scarto didattico e comunicativo derivante da tale distanza. Formazione in presenza e formazione totalmente a distanza sono i due estremi di un continuum all'interno del quale è possibile individuare le varie tipologie di formazione a distanza: la tradizionale formazione in aula può essere integrata da lavori di gruppi autogestiti e può prevedere un tutor di supporto che si affianca ai partecipanti. Attualmente l'utilizzo di Internet dovuto al web è superiore a quello di tutti gli altri servizi disponibili, come posta elettronica, news, video ecc.
Internet ha già cambiato diverse abitudini, consentendo a molti di fare cose nuove e vecchie, in modo più efficace ed efficiente. Il Web è costituito da milioni di computer connessi alla rete; i server web da miliardi di miliardi di documenti in essi memorizzati. La sua funzione principale è quella di permettere ad un utente di pubblicare documenti multimediali, che possono contenere dati, voci, immagini, filmati, dando la possibilità ad altri utenti di accedervi in modo molto semplice.
Il web viene usato da aziende, enti e singoli individui per gli scopi più diversi, dall'e-commerce alla comunicazione e trasmissione di messaggi di posta elettronica; fa accedere ad un data-base in cui sono memorizzati e opportunamente catalogati documenti di varia natura, come report, materiale didattico, notizie apparse sui quotidiani, ecc., consentendo agli utenti di individuare i documenti di interesse in base a diverse chiavi di ricerca, area tematica, data di pubblicazione, tipologia di documento e così via. Dunque l'Internet è di supporto alla comunicazione ed è finalizzato alla creazione di relazioni interpersonali all'interno di una organizzazione sociale, utili per il trasferimento della "conoscenza tacita", ossia l'insieme di informazioni che non sono facilmente codificabili attraverso documenti, ma che devono necessariamente essere trasferite da persona a persona. Le intranet di questo tipo offrono servizi di interazione e comunicazione quali video-conferenze, forum, chat, gruppi di discussione, che offrono la possibilità a due o più persone di discutere "privatamente". E' la soluzione ideale per chi ricerca la sensazione di una presenza reale ed immediata, perciò Internet in pratica assume un valore didattico nel momento stesso in cui suggerisce a ogni utente atteggiamenti critici, implicando strategie personali di scelta: il solo navigare attraverso il World Web rappresenta di per sé un'esperienza educativa. Perché l'uso di Internet possa configurarsi come e propria condivisione di esperienza non è solo necessario che gli utenti "sappiano navigare", ma occorre anche che si abituino ad elaborare direttamente le informazioni e a dialogare tra loro, utilizzando tutta la gamma degli strumenti di cui si può disporre in rete (il web, la posta elettronica, il chatting, ecc.).
Una delle ragioni della diffusione dell'istruzione in rete può essere individuata nei vantaggi organizzativi e logistici che un apprendimento telematico garantisce rispetto all'allestimento di un sistema tradizionale, basato su lezioni in aula e tecnologie didattiche tradizionali.
L'interazione in rete offre sul piano della gestione dei rapporti tra docenti e discenti maggior comunicazione perché ha progressivamente liberato i discenti dal timore di chiedere o dire banalità (si osa domandare tutto e quindi gli studenti sono meno frustrati, anche perché gli insegnanti a loro volta possono organizzarsi meglio e rispondere più agevolmente ad un maggior numero di sollecitazioni (il forum). Sul piano dei rapporti tra studenti, invece, questa interazione (ricerca-azione/dinamica) si è tradotta in un vantaggio: ogni esperienza di collaborazione con un gruppo, in un ambiente di apprendimento, arricchisce ulteriormente il processo formativo.
Un sistema di web-Cooperative Learning è organizzare e gestire l'ambiente didattico, per i quali è stato coniato la sigla cifrata 24/7. Significa che il processo di insegnamento-apprendimento nel contesto virtuale di un e-learning non si interrompe mai ed è attivo 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana (Woodall, 1999). La rete si conferma lo strumento più adatto a veicolare diversi tipi di media e capace di supportare tutte le forme di comunicazione. La forma di comunicazione più utilizzata è stata infatti quella che permette l'interazione a una via tra studente e docente, tramite il contatto di posta elettronica. Questo comporta una sostanziale asimmetria del processo comunicativo, che esclude il realizzarsi di quell'apprendimento collaborativo che si produce dall'interazione fra utenti nell'ambito dei corsi di gruppo. Per apprendimento collaborativo si intende infatti il processo che enfatizza gli sforzi di cooperazione fra gli utenti, un'attività che comporta il confronto, il misurarsi con una logica di condivisione e di rivalutazione delle esperienze e opinioni personali a favore dell'acquisizione di nuove competenze.
L'e-learning sposta in misura sostanziale la responsabilità del processo di formazione dal docente al partecipante, provocando una risposta assai differenziata da parte di ogni singolo individuo, a fronte di una maggior omogeneità di comportamento di una classe nella formazione tradizionale d'aula; dunque il vero titolare è il partecipante (l'azione che ricerca il sapere).
Il pensiero pedagogico della seconda metà del secolo è segnato sul versante filosofico dall'influsso della cultura (post-moderna) e quindi dalla fine delle certezze sul soggetto "educatore ed educando" e dalla tentazione tecnocratica di ridurre l'educazione a funzione di un sistema le cui finalità sono decise dal mercato.
Si è parlato del Novecento come del "secolo della scuola". La definizione è efficace se si ricorda che appunto solo nel Novecento la scuola è diventata, di fatto e di diritto, una realtà di tutti e per tutti, dapprima a livello primario e poi anche a livello secondario, almeno nei paesi economicamente sviluppati. I sistemi scolastici hanno comunque tutti problemi di adattamento alle mutate situazioni e ormai è diffusa la consapevolezza che non esiste una riforma "definitiva" o una soluzione ottimale, pur in presenza di problemi analoghi.
Consideriamo infine l'educazione in rapporto alla società,entro la quale si svolge, essa si presenta in due forme principali, cioè come educazione familiare ed educazione scolastica.
Perciò, esaminando studi, attività di ricerca, metodi di procedimento per l'educazione non si può non entrare in una comparazione di educazione ma anche di processi formativi sia nel settore didattico sia nel settore sociale. Gli stili di vita che sono predominanti in una società sono dunque il punto di partenza e sempre provvisorio, di un processo di trasformazione, ma mai di arrivo.
Le "Contaminazioni" delle nuove tecnologie didattiche verso la cultura di base, popolare, caotica e creativa viene spinta dalla cultura massmediale: stiamo vivendo una fase di profonda trasformazione tecnomediale. La travolgente diffusione della rete, l'avvento di applicazioni innovative e la nuova cultura della partecipazione favorita dalle tecnologie digitali sono alcuni importanti fattori che stanno contribuendo a ridisegnare l'assetto dei media.
La convergenza prevede una trasformazione profonda delle dinamiche di produzione, distribuzione, condivisione e consumo di contenuti tecnologicamente mediati che convergono in un sistema linguistico, tecnico e sociale del nostro territorio.


Tecnologicamentis A[1] Presentazione P.P

Tecnologicamentis A[2] Presentazione P.P


La considerazione del "Gruppo".....
È diffusa un'ingenua credenza che la comunicazione tecnologica produca automaticamente effetti sui processi di apprendimento-insegnamento quando in realtà sono gli attori coinvolti e i contesti e favorirne o meno l'integrazione positiva nella didattica. È anche vero però che i nuovi media mettono profondamente in crisi il sistema educativo tradizionale che deve mantenersi aggiornato e deve essere formato da persone competenti. È proprio questo l'obiettivo di tale disciplina: sfruttare tutte le caratteristiche positive delle tecnologie.
Dal punto di vista pedagogico le nuove tecnologie si manifestano al tempo stesso come grande risorsa e come grande rischio. Con la possibilità di accedere da casa attraverso internet alle informazioni e di scambiarsi messaggi anche da lontano, attraverso cellulare, chat, etc.., viene modificato il processo di socializzazione tradizionale, formato principalmente dalla comunicazione faccia a faccia. Inoltre è l'individuo a scegliere e costruirsi un percorso formativo. Tutto ciò produce una perdita d'importanza del docente, che deve quindi sfruttare positivamente tali mezzi tecnologici come supporti e non lasciarsi invece schiacciare da essi. I rischi principalmente riguardano la possibilità di avere difficoltà nel costruirsi un'identità, una percezione di sé e nell' isolamento dell'individuo all'interno di reti sociali puramente virtuali.


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Intervista
Intervista

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L'intervista al venditore di libri

Daria Piscioneri
Ilaria Paolucci
Lorena Catalano
Martina Loschi
Veronica Cucomazzo
Erika Trecco

Due modalità di interviste...due strategie pedagogiche...la tecnologia e la tradizione...

nella modalità tradizionale il problema è trovare il giusto equilibrio tra dare attenzione alla persona e agli appunti...Certo, tenere gli occhi fissi sul foglio dove si sta scrivendo non è segno di molto interessamento, ma se si è referenti di un gruppo e si deve riportare quello che è stato detto a persone non presenti all'intervista occorre essere il più fedeli possibile alle parole dell'intervistatore e trascrivere passo sopo passo ogni informazione.
La modalità tecnologica è sicuramente un vantaggio perchè permette di essere concentrati sul momento del colloquio e della relazione con l'intervistato e non sull'azione del trascrivere, ma per chi non è abituato a affrontare le situazioni con mezzi tecnologici può rappresentare una forzatura alla naturalezza del relazione stessa tra intervistato e intervistatore.

1) Uso del registratore: Vantaggio: In questo modo non si perde nemmeno una parola di quello che viene detto e non si perde la veridicità dei fatti, in quanto riportati tali e quali;
Svantaggio: Quando la tecnologia prende il sopravvento e ci si affida totalmente ad essa si possono riscontrare una serie di problematiche coma ad esempio la cancellazione involontaria o per sbaglio dei dati.
2) Trascrizione su carta: Vantaggio: Verba volant,scripta manent, in parcolar modo impresse nella testa di chi le scrive e nella mente di chi le legge.
Svantaggio: Nella trascrizione dal parlato allo scritto sfortunatamente può accadere di perdere qualche parola per strada (soprattutto se a parlare è una persona dalla parlantina svelta), quindi capita di trascrivere cose errate e che il discorso muti a seconda dell'interpretazione di chi scrive

Prima intervista al signo Federico con Modalità Digitale

Leonardo: Buongiorno mi chiamo Leonardo e faccio parte del Corso di Storia della Pedagogia e dell'Educazione , noi abbiamo visto nella sua figura una persona che sicuramente ha tanta sapienza e nella sua introspettiva di vita ci fa ritornare all'amore per i libri,bibliofilia.
Le chiediamo di raccontarci la sua storia e vedere cosa le ha portato questa tipologia di lavoro, di stare tutti i giorni anche sabato e domenica nelle intemperie per procacciare il sapere.
Federico: io di nome ne ho tre,due originali e uno acquisito successivamente. Mi chiamo Pietro Federico e attualmente ………….,già in questo si può leggere la risposta sulla combinazione mondo dei libri, mondo antico e tecnica del mondo moderno. Tutte le separazione sono parte del mondo moderno occidentale e non esistono nella realtà. l'Islam è unificato. Quindi, in realtà, la separazione non esiste perché non c'è separazione di nulla, né nell'essere umano che è composto di una serie elementi e organi tutti complementari né nella società in cui viviamo in sostanza. L'Islam, a differenza di quello che molti pensano, non è contro la modernità ma contro l'uso che se né fa della modernità. Come affermava Maometto "andate a cercare la conoscenza anche se dovreste andare in cima" nel senso di andare anche in un posto lontanissimo. ma a cosa serve la conoscenza? quindi tutto quello che è il senso moderno. È per servire l'uomo, ma se l'uomo diventa servo della macchina, degli strumenti che ha creato per vivere meglio allora diventa una schiavitù e non va bene.
Leonardo: Quindi anche di una condizione sociale che ci vuole omologare? Omologante?
Federico: si, certo.
Leonardo: Cosa posso capire da queste parole? che a prescindere dalle religioni che abbracciano a 360° il nostro sapere. Vuol dire che la nostra vita è un continuo viaggio, tante tappe che, secondo me, possono far crescere l'uomo, ma dipende dall'uomo che tappe vuole fare e se si vuole mettere in gioco. E lei come si è messo in gioco?
Federico.: La mia è stata una ricerca di una via di realizzazione spirituale, fondamentalmente. Che mi ha fatto approdare dopo 25 anni di letture, di studio di diverse tradizioni, sul mondo islamico perché oggi è l'unica tradizione spirituale pienamente viva ed è la più adatta ad un modello occidentale in quando l'islamismo agisce sull'azione e non attraverso la contemplazione.
Leonardo: lei vorrebbe dire che noi siamo già nati sapienti, ma quello che ci rende realmente uomini è andare alla ricerca di esperienze di vita, quindi l'essere agenti, ricercare sempre.
Federico: Il primo insegnamento che io ho ricevuto nella confraternità islamica è stato "fatti non parole". Quindi è l'azione che determina il cambiamento, perché lei può fare il migliore dei discorsi e poi continuare a comportarsi come sempre ha fatto, la trasformazione non avviene.
Leonardo: Altro che lezione universitaria questa è una lezione di vita. Ma cosa ci vuole dire? Cosa ci vuol far capire? Cosa traduciamo? Che la ricerca-azione è criticità sempre, allora voglio fare uno scavo con lei. Noi stiamo facendo un discorso pedagogico di scavo che ci ha portato a suddividere certi argomenti che implicano degli scavi, delle ricerche delle criticità. Noi adesso stiamo osservando un periodo storico, Gentile e prima e dopo Gentile, dove c'è stato un salto di qualità. Il nostro è solo un discorso storico, non politico, fino ad arrivare a un discorso soggettivo della nostra T.A.S.C.A.. Ma cosa significa questo acronimo di parole ? Territorio, Ambiente, Società, Contesto, Ambito. Contesto e Ambito sono importantissimi oggi perché e lì che si fa formazione e apprendimento. Lei come ha vissuto da studente e come sta vivendo da uomo e da esperto la storia della letteratura dell'infanzia in questi momenti? noi per esempio non conoscevamo lei ma lei ci ha dato subito una grande disponibilità di vita e questo ci ha dato l'opzione di scavare insieme a lei. Non so quante altre persone avrebbero voluto. Perché il senso umano è un senso di pelle.
Federico: certo questo è il contatto immediato, c'è una percezione dell'altro in positivo e in negativo. Io ho iniziato avendo un interesse per la conoscenza. Ho iniziato nell'ambito scolastico, ovviamente, poi si parla del 68 e di tutto quello che ha applicato. Era di una certa parte che non è la sinistra ma l'altra. Anche se infondo è una definizione sbagliata perché non si tratta né di destra e di sinistra, ma si tratta di quello che io cercavo e volevo e che ho trovato al di fuori della destra e della sinistra classiche intese in senso politico e storico
Leonardo: omettiamo il senso politico perché siamo in un mondo libero e ognuno può optare…
Federico: l'aggettivo libero è opinabile, infatti per me oggi l'uomo vive la peggiore delle schiavitù. La schiavitù che inizia nella mente.
Leonardo: la interrompo un attimo per farle una domanda. Per lei è molto meglio pensare o ragionare nel modo d'oggi?
Federico: Il pensare….è un fatto istintivo, inevitabile, mentre il ragionare implica un impegno.
Leonardo: Quindi uno scavo un soppesare le cose. E' molto più impegnativo. Vada avanti nel suo raccontarsi
Federico: Ho continuato facendo delle ricerche specifiche. Oltre quella politica ho scelto di ricercare la via spirituale. Ho cercato prima una direzione spirituale in Occidente, che però è morta anche nell'ambito cattolico. Gli ultimi sono stati i templari che sono stati eliminati dalla Chiesa stessa. ....e poi sono arrivato al punto che sono arrivato.
Leonardo: Come ha vissuto questo periodo prima di Gentile? Con chi?
Federico: Io, nella mia giovinezza, sono stato attratto in particolar modo da De Amici, Vamba, Verne, D'Annunzio......
Leonardo: Vamba….., io devo dire mi piace molto Vamba , anche perché dal giornalino della domenica(voi ragazze forse non lo ricordate) è presente quell'immagine di una vecchia stampa del fine '800 che sta poppando un bambino in braccio a lui, e che cosa fa direttamente?, gli sta dando del nutrimento, un nutrimento che la sua famiglia non gli può dare, ma che deve percepirlo fuori, all'esterno…e "il giornalino della domenica".
Federico: Bè, insomma…Siamo vicini alla linea di cuore, del cuore originario, forse c'è un contatto più diretto, più immediato, meno intellettuale e più fisico.
Leonardo: Forse anche meno politico….
Federico: Questo sicuramente…
Leonardo: Lei non l'ha sentito questo voler togliere a Roma e a Firenze il predominio dell'alfabetismo? lui vuole sparpagliare la cultura, lui vuole, attraverso il giornalino della domenica cercare un contatto più diretto…
Adesso terzo step….Salgari..
Federico: E' stata una delle mie letture di gioventù assieme a tutta la letteratura francese, l'aveva mio nonno perché era un appassionato, infatti tra i 10 e i 12 anni ho letto tutto quello che c'era da leggere ..allora mi appassionavo molto.
In Salgari c'e l'aspetto avventuroso, che sicuramente per una persona come me che è portata anche troppo all'avventura…
Leonardo: E per il bambino cosa dice?..Ha usato Salgari anche l'immagine per trascinare, oppure era già racconto in sé stesso che trascinava?
Federico: Sicuramente sono le gesta descritte che danno al giovane degli stimoli.
Leonardo: Ultimo step..Che cos'è per lei Verne a differenza di Salgari?
Allora, noi siamo in un mondo e viviamo in un mondo tecnologico, dove prima le ho accennato la T.A.S.C.A., questa T.A.S.C.A. naturalmente ci può opprimere e ci inserisce in delle gabbie mentali; queste gabbie, sono gabbie metaforiche, noi possiamo entrare e uscire da questa gabbia, forse possiamo anche rimanere dentro a questa gabbia per paura di esporci.
Lei perché ci ha aiutato? Perché con la sua tecnologia con il suo futuro, perché secondo lei? E come lo ha vissuto lei quando era bambino le avventure di Verne?
Federico: Verne si, l'ho trovato interessante, ma meno degli altri..Questo è un fatto soggettivo…
Leonardo: Si certo, ma perché questo?
Federico: Perché appunto se Salgari mi faceva sognare, Verne mi faceva forse ragionare un po' troppo, Salgari mi faceva sognare l'avventura…
Leonardo: Adesso, per ultimo ma non certamente per importanza, anzi ….le chiediamo Collodi, Pinocchio ieri e Pinocchio oggi
Federico: IERI il bambino di legno diventa un bambino vero…. OGGI il bambino vero diventa di legno.

Seconda intervista al signor Federico con Modalità Analogica...

Buongiorno,prima di tutto volevamo ringraziarla in anticipo per averci dato la possibilità di intervistarlo nuovamente. Ieri le abbiamo fatto un'intervista con un mezzo tecnologico, ovvero il registratore, oggi lo intervisteremo con un mezzo tradizionale e cartaceo, la penna e il foglio.
Ieri non abbiamo capito il suo terzo nome, può ripetercelo per favore?
Federico: Certo, il mio terzo nome è ABDEL KHABIR ed è uno dei 99 nomi di Allah. Abdel significa lo schiavo di, e viene sempre messo prima del secondo nome, nel mio caso Khabir, perché solo il secondo sarebbe un insulto verso il proprio Dio. Khabir vuol dire colui al quale non sfugge nulla. Questo nome mi è stato dato dallo Sheik della mia confraternita e a me è subito piaciuto perché rispecchia la mia spiritualità.
Erika: Posso chiederle quando è nato e dove?
Federico: Sono nato il 3/09/1948 a Pietra Ligure.
Veronica: Grazie, ora lascio la parola alla mia collega Daria.
Daria: Allora, sappiamo che De Amicis ha iniziato la sua esperienza come giornalista, per poi riscoprirsi uno scrittore per l'infanzia…. secondo lei, cosa ha permesso la trasformazione interiore dell'autore?
Federico: Sicuramente la tristezza che rifletteva la sua esperienza, anche in virtù della propria storia e del periodo storico in cui viveva, il suo vissuto infantile in pratica…..Inoltre la società di allora faceva emergere l'importanza dell'educazione e il bisogno di diffonderla e De Amicis in questo si è sentito di dare il suo contributo.
Lorena: Cosa gli è rimasto della lettura di ieri?e come l'ha formato?
Federico: "Sicuramente ho letto tanti libri, soprattutto di letteratura francese e di avventura,che mi hanno permesso,per questo motivo ,forse, di vivere una vita meno tranquilla e più di avventura.."
Erika:Come vede l'impegno di De Amicis sulla "situazione sociale"?
Federico: "De Amicis trasferisce la sua tristezza e allo stesso tempo, estrema serietà in particolare nella figura del bambino di una volta, in quanto avevano già troppe responsabilità sin da piccolo, e questo è sbagliato. Mentre è giusto che ogni età abbia le sue esperienze e venga vissuta in maniera graduale"
Ilaria:La società di oggi è migliorata o peggiorata rispetto al passato?
Federico: " oggi si sono un po' persi i valori veri, l'uomo è troppo materialista, e più ha e più vuole avere! Ma l'uomo non è fatto solo di questo, ma di un corpo e anche di un anima! E quindi è come se gli mancasse sempre qualcosa…in quanto tende a colmare sempre una parte di se stesso, il corpo, con la materialità, trascurando l'anima... In questo modo la società di oggi andrà verso l'auto distruzione, proprio a causa del troppo materialismo. Ma l'uomo deve, quindi, rendersi conto che così non può essere mai soddisfatto completamente…"
Ilaria:"Sull'oceano" di De Amicis, romanzo estremamente attuale… quali sono secondo lei questi elementi d'attualità che si rispecchiano nella società di oggi?
Secondo lei,l'immagine dell'emigrazione presentata da De Amicis del romanzo sopra citato, può rappresentare la situazione della tasca attuale?
Federico:Si, il romanzo "Sull'oceano" è estremamente attuale per motivazioni che riguardano sia ieri che oggi. L'emigrazione è una di queste ed è anche uno dei temi centrali del romanzo che rispecchia non solo la situazione della tasca attuale ma anche e soprattutto l'ingiustizia della società nei confronti dell'uomo, che non riuscendo a adattarsi e a andare oltre è costretto ad abbandonarla.
Martina: Cosa le è rimasto oggi della letteratura per l'infanzia che ha fatto ieri? Come l'ha formata? In particolare, Salgari, con i suoi romanzi avventurosi, che cosa le hanno lasciato a livello formativo?
Federico: Io amo Salgari e ho letto con passione i suoi romanzi. E' un uomo con un grande spirito d'avventura, ama la natura e l'ambiente . Sono appassionato di Salgari e mi piacciono molto gli ambienti in cui si svolgono i suoi romanzi e l'elemento naturale e' sempre molto presente.
Emilio Salgari è quindi protagonista importantissimo della mia formazione personale ed ha contribuito ad accendere in me la passione per i viaggi, per l'avventura ,la scoperta di mondi e culture lontane;insomma la voglia di mettersi in gioco con diverse esperienze e soprattutto ad avventurarsi nella tasca è sempre tutt'ora molto forte!
Martina: Cosa l'è rimasto oggi della lettura di Salgari? Come l'ha formato?
Federico: Ho amato Salgari e l'ho letto con passione. Amo l'avventura, la natura e l'ambiente e mi sono appassionato a questo scrittore perché ambienta tutti i suoi romanzi e l'elemento natura è sempre presente. Salgari è stato protagonista nella mia formazione perché ha contribuito ad accendere in me la passione per i viaggi per la scoperta di mondi e culture lontani. Insomma quello spirito di avventura che ha caratterizzato tutta la mia vita.

Lavorare in Gruppo

Le Fiabe per affrontare i distacchi della vita - un aiuto per grandi e piccini

Gli autori Elvezia Benini e Gincarlo Malombra epongono nella loro opera l'importanza di accettare i diversi distacchi che la vita ci pone d'innanzi. L'utilizzo della fiaba favorisce lo sviluppo psico-affettivo.La fiaba si presenta con una veste di facile accessibilità di immediatezza emotiva per ogni lettore, questa caratteristica porta la fiaba stessa ad essere utile nella vita di ciascuno,diventando uno strumento di riflessione e di riconoscimento "nella storia" della propria storia,che non è altro che la storia dell'umanità. Lo scopo preciso delle favole è quello di trasmettere, in forma scherzosa e piacevole,ma alludendo al carattere dell'uomo , insegnamenti e ammonimenti utili alla vita comune. Qualsiasi parola e racconto, con la sua potenza evocativa,può far nascere accostamenti,complessi movimenti delle immagini e avviare un pensiero creativo che ha solo bisogno di essere liberato.
La lettura di una fiaba aiuta non solo la formazione del pensiero ma crea partecipazione attivando ulteriori capacità personali di autonomia e creatività ,da vita ad un processo di risonanza interiore che accompagnerà il bambino nel suo processo formativo:E' fondamentale soffermarsi sui bisogni dei bambini e sugli esiti che si producono su di essi,sono indispensabili attenzioni ed un'applicazione delle conoscenze adeguate che favoriscano la loro crescita nella maggiore armonia possibile. Leggendo il titolo del libro si comprendono gli argomenti problematici che sono trattati all'interno, fiabe che nella loro semplicità affrontano tematiche legate alle sofferenze psichiche che oggi sono forse più laceranti, o semplicemente più visibili, di un tempo,non solo riflessione quanto vera e propria cura terapeutica che avvia il bambino ad un processo di coscientizzazione riguado problemi che della realtà,al mondo che lo circonda,una fiaba che è utile per la vita,che trasmette un forte messaggio di speranza.
Fiabe che nella loro semplicità rinviano a significati più profondi,dove le immagini giocano un ruolo importante dando vita ad un immagine interiore,quella dei sogni,quella che indica la strada. Prima di riportare gli interventi sul libro presentato in aula magna vorremmo accennare la favole letta dalla professoressa Benini che tanto ci ha colpito....La talpa ed il gatto....per quello che ricordo narrava così ........"C'era una volta un gatto,il quale era un animale dispettoso e si prendeva gioco di tutto quello che era alla portata dei suoi occhi,era prepotente sopratutto con i più deboli e i più sfortunati ed aveva la cattiva abitudine di prendere tutti in giro sopratutto la talpa della quale disprezzava il mondo buio e sotterraneo dicendole cge viveva seppellita prima ancora di morire...La talpa non si offendeva anzi gioiva in quanto sapeva quanto il gatto si sbagliasse sul mondo che lei amava,nel quale viveva a proprio agioed in tranquillità,circondata da amici, il gatto infieriva sempre di più stigmatizzando il mondo sommerso......
Un giorno un mago fece un incantesimo e scambiò i ruoli dei due animali,invertendo i loro mondi così che la talpa alla luce del sole apprezzava il mondo esterno e con un po' di nostalgia si abituò facilmente mentre il gatto si ritrovò sottoterra ed infuriato inveiva contro tutto e tutti non accettando le nuove condizioni di vita...ma presto dovette ricredersi anche lui sopratutto quando venne colpito da percezioni meravigliose..tutti lo salutavano con cortesia ed affetto(al gatto si inclinarono le certezze che aveva) ed incredulo e tranquillo pensava a cosa si fosse perso fino ad allora.....una volta ritornati alloro ambiente naturale il gatto era sicuramente cambiato in meglio".
Questa favola nella semplicità del suo racconto mette in evidenza le ddiscriminazioni ed i pregiudizi che ci creiamo nei confronti di chi è altro da noi, di chi ha un mondo ed abitudini diverse dalle nostre. Ci riporta a significati più profondi che hanno a che fare con l'uomo ed il suo rapportarsi con l'altro da sé, con quella diversità sulla quale infierice e stigmatizza,rappresentata dai più deboli ed i più sfortunati, proprio come fa il gatto, che non accetta perchè non conosce.

Raccolta di opinioni sull'incontro

Il Gruppo
Buon pomeriggio a tutti...CHE INCONTRO QUELLO DI STAMATTINA!
Avete visto? La nostra presentazione è venuta bene! La cosa che mi ha colpito di più sono state le ragazze del corso di Pedagogia della devianza che durante il break sono arrivate di loro spontanea volontà a farci i complimenti...abbiamo colpito!!! Per quanto riguarda la bellissima tavola rotonda di oggi devo dire che gli spunti di riflessione emersi sono davvero molti!
Come ha detto il professore Flamminio e il professore Malombra la fiaba è vita, speranza. E' uno strumento creativo ma anche di riflessione su noi stessi e sul mondo che ci circonda, la TASCA. Credo che la fiaba sia uno strumento utilissimo per affrontare un problema (es.il distacco). La fiaba può quindi essere utilizzata anche come strumento educativo perchè ha uno sfondo morale, ci aiuta a riflettere ed è "alla portata di tutti" dal momento che il linguaggio è semplice e popolare così come i personaggi. Abbiamo inoltre detto che la fiaba permette di crearci immagini interiori, di aiutarci nella stesura della nostra mappa mentale e di spingerci allo scavo dentro di noi e non solo fuori da noi.
Siamo rimasti inoltre incantata dalla figura del "gufo saggio": mi ha colpito l'intervento del ragazzo che filmava(chiedo scusa ma al momento mi sfugge il nome ) perchè sono molto d'accordo con quello che ha detto. Il gufo può essere un'altra persona che funziona da soccorritore ma è anche quella scintilla che si accende dentro di noi in un momento della vita e che inizia a guidarci nel nostro viaggio. La gabbia è davanti ai nostri occhi ma anche dentro il nostro cuore quindi noi dobbiamo trovare le chiavi per aprire quella esterna ma impegnarci anche per spalancare il nostro essere. Anzi credo che prima di tutto dobbiamo cercare di aprire la gabbia che è dentro di noi perchè la ricerca di sè è fondamentale per poi concentrarsi sulla società.

Martina Loschi
Per quanto riguarda l' incontro diciamo vero e proprio con il mondo delle fiabe, sono rimasta affascinata dalla lettura della fiaba del gatto e la talpa.. mi ha davvero coinvolta.. ha suscitato davvero delle immagini interiori in me, come aveva detto la professoressa benini. certe volte si sottovaluta l' importanza degli strumenti più semplici che si hanno a disposizione.. in realtà sono i più efficaci.. è straordinario come un racconto di animali parlanti possa far riflettere e far evocare tante sensazioni... impressionante!!

Elena Ottonello
Ciaoo a tutti ! L'incontro di oggi mi ha colpito molto non solo perchè credo sia stato molto utile per tutti noi, ma anche perchè si sono toccati parecchi argomenti che mi hanno fatto riflettere! In particolare mi ha colpito molto la storia della Talpa e del Gatto del libro di fiabe di Elvezia Benini e Giancarlo Malombra ( il titolo del libro: Le fiabe per...affrontare i distacchi della vita). Credo che questa storia che ha letto la psicologa Elvezia Benini sia una fiaba molto carina e che allo stesso tempo permette di riflettere non solo i bambini ma credo che sia molto utile e piacevole anche per un pubblico adulto!!! in quanto tutte le fiabe contenute nel loro libro, affrontano i diversi tipi di "distacco" e quindi diversi problemi che possiamo ritrovare nella T.A.S.C.A.
La Fiaba credo sia un'ottimo mezzo per affrontare certe problematiche e allo stesso tempo offrire anche la possibilita di uscire fuori da queste !!! Infatti il pedagogista ha detto proprio che per lui la La Fiaba è speranza, e questo secondo me è assolutamente vero perchè da la possibilità di riflettere e di risolvere i probelmi della vita e quindi è come se avesse un "effetto di cura".
Anche a me è piaciuto molto il discorso sul Gufo Saggio, e sono dell'idea che è importante dare forma e attivare questo Gufo Saggio che è in noi ed è estremamente importate soprattutto quando ci troviamo difronte a delle siatuazioni difficili perchè credo che a volte non basta solo l'appoggio esterno delle persone care ma anche noi stessi dobbiamo aiutarci ritrovando noi stessi,la nostra criticità,la nostra forza,la voglia di superare l'ostacolo e quindi dare vita "al Gufo Saggio" che è dentro di noi ! credo che questo sia importantissimo!!!!!!

Lorena Catalano
I nostri ospiti, mi sono piaciuti moltissimo! mi aspettavo due persone molto rigide e molto serie, e ho trovato due persone invece, alla mano e molto disponibili e aperti! il libro sicuramente lo comprerò perchè ho trovato uno stile bellissimo di fiaba che sicuramente condividerò con mio figlio nei momenti prima della nanna...
del filmato, che dire? è vero! mi è passato di tutto per la testa! a mille!!! ho pensato a tutto, anche a l'infanzia dei miei... a cosa avevano loro davanti agli occhi.. e tutto ciò è stato possibile grazie alla tecnologia...
Carolina Mirò
Che dire della presentazione del libro? Veramente bella,è la dimostrazione vivente che un lavoro di equipe tra pedagogisti e psicologi è possibile! la lettura della fiaba è stata molto avvincente: chi lo avrebbe mai detto che semplici fiabe come quella di stamattina, si potessero celare una quantità così grande di significati e interpretazioni!!!!

Elisa Rezzoagli
Il discorso della fiaba poi vissuta come mezzo per affrontare i distacchi della vita è secondo me uno strumento piu' che valido ed efficace...per i piccini ma anche per i grandi..poichè la fiaba rappresenta l'espressione piu creativa e fantasiosa della nostra identita'....è la "rievocazione" dei nostri sogni...è la rappresentazione delle nostre immagini mentali grazie alle quali ogni tanto "sfuggiamo" dalla realta' che ci circonda per approdare nel mondo che tutti vorremmo che rispecchia le nostre aspettative o le fantasie piu pure...è uno strumento utilissimo anche per gli adulti che grazie alla fiaba tornano un po bambini e nel lavoro che vogliamo intraprendere nel nosro futuro il fatto di immedesimarsi nei panni di chi abbiamo di fronte è veramente importante per comprendere meglio il suo mondo interiore..
sempre riguardo alle immagini e riallacciandomi al filmato che ci ha fatto vedere il prof stamattina ecco..possiamo dire che è la sintesi di tutto un excursus storico...le immagini infatti "rendono maggiormente l'idea", si fissano nella nostra memoria meglio di parole o frasi scritte..poichè sono la sintesi e l'espressione di quello "scavo" e di quel "toccare con mano" che è parte fondante del nostro corso... Monica credo che la fiaba sia un universo in continua espansione...da una semplice vicenda, da un semplice personaggio...la nostra immagine interiore scava, sparpaglia, elabora, crea...e il tessuto della fiaba si ingrandisce e si arricchisce del nostro "viverlo". Ma questo tessuto è così resistente della sua creatività, fantasia, apertura all'altro e all'oltre che i coltelli non lo possono ferire...
la tasca reale invece sembra "volersi" alimentare di negativo...come se gli uomini non fossero più capaci di colorare con tutta una gamma di matite colorate, ma usassero sempre gli stessi toni grigi e scuri...
è qui che la tasca si logora, si buca, si strappa...irrimediabilmente....?a volte irrimediabilmente...
quando si dice che la fiaba può essere la realtà, ma la realtà non può essere fiaba forse non si sbaglia totalmente...
ma se la fiaba non si può sostituire alla realtà, ne può diventare sostegno...compagna...allora questa tasca bucata non sarà irrimediabile.
Possiamo fare lo stesso discorso per il pedagogista...questi non si può sostituire alla persona con cui si relaziona, ma lo può solo accompagnare passo dopo passo in un percorso che per un tratto sarà comune, ma che poi naturalmente dovrà dividersi...
Una caratteristica del pedagogista a mio avviso è proprio saper affrontare le situazioni "fiabescamente" con ironia costruttiva, con entusiasmo, con sorriso e positività, con animo "sottile" e "leggero", ma consapevole di questa leggerezza pregnante, non vuota...
Vivere la tasca è difficile (non è un caso che non dica vivere nella tasca perchè io credo che la tasca non sia solo un contenitore, ma piuttosto in parte costitutiva del nostro essere) lo abbiamo detto molte volte...e la fiaba può essere proprio quella scala dell'immagine che ho commentato questa mattina...una scala che ci permette di spostarci agevolmente tra il fuori e il dentro del libro della nostra esistenza senza dover strappare le pagine o addirittura la copertina...una scala che ci permette di avere conoscenza e controllo dei nostri passi in modo da non dov erci sbilanciare troppo di gradino in gradino....
e forse, scrutandola a fondo, sarà proprio una scala, una fiaba a condurci al tesoro della nostra mappa mentale, della nostra mappa intima...a permetterci di volare alto, al dila di noi stessi e all'interno di noi stessi...

Erika Trecco
Comunque per quanto riguarda la fiaba mi è piaciuta molto quella che ha letto "Il gatto e la talpa" e penso che da questa si possa capire che la fiaba non è solo per i bambini ma anche per gli adulti perchè ti fa riflettere su diversi problemi che nella realtà esistono.

Elisabetta Pozzi
C'è da dire anche che le persone che avevamo davanti sono risultate persone intelligenti pronte ad ascoltarci e a modificare la loro "scaletta" già stabilita per accogliere ciò che dicevamo. Infatti i nostri due ospiti erano davvero interessati e prestavano DAVVERO attenzione a ciò che dicevamo (nn facevano finta come molti faquando nn sono interessati!!!!).Anche la presentazione del libro è stata efficace mi è piaciuta e coinvolta enormemente...se tutti lavorassimo con questo spirito e voglia di fare non ci sarebbero problemi della didattica,della formazione e della pedagogia!!!!!!

Erika Sclavo
Sono assolutamente d'accordo sul fatto che la fiaba aiuta sia grandi che piccini ad affrontare i problemi della vita quotidiana,ad esempio di recente ho comprato alla mia sorellina di 8 anni un libro per aiuterla a superare la paura del buio.le fiabe ovviamente possono leggerle gli adulti anche per capire meglio il mondo del banbino!le fiabe sono educative perchè secondo me il lettore,consciamente o no,si immedesima in uno dei personaggi e questo puo fargli capire lati nascosti di se stesso!
La professoressa Benini ha letto la fiaba del gatto e della talpa in modo molto coinvolgente,mi sentivo come una bambina,ogni volta che voltava pagina avevo paura che interrompesse il racconto!!
Quello che mi ha colpito di più dei nostri due ospiti di oggi è stato il loro spirito di adattamento: sono stati molto bravi ad entrare nella tipologia che abbiamo loro proposto (e mi sono sembrati molto contenti di ciò). Penso anche al fatto che la psicologa Elvezia Benini ha messo subito da parte il suo Powerpoint (senza esitazione), eliminando così la lezione di tipo più frontale che aveva precedentemente preparato (chissà quanto lavoro vi aveva dedicato !)...e noi che ieri non sapevamo come avrebbero potuto reagire di fronte alla nostra proposta...direi che meglio di così non potevamo sperare!

Francesca Maria Anselmi
Ciao a tutti,dell'incontro di oggi mi è piaciuto particolarmente il momento in cui la prof. ha raccontato la fiaba del gatto e la talpa;la fiaba ha origini antichissime ,esprime la voglia dell'uomo di raccontare, raccontarsi ed esorcizzare le paure...la storia di oggi, mi ha colpito perchè in poche e semplici righe ,ha saputo mandare una serie di messaggi,come il distacco,la diffidenza verso ciò che non si conosce,la discriminazione,i pregiudizi,che influenzano il nostro comportamento verso gli altri e spesso neanche ce ne rendiamo conto...Il gatto per me è una metafora dell'esteriorità,frentica,piena di rumori,colori,che ti distraggono dall'interiorità,che è rappresentata dalla talpa,mi piace perchè mi dà l'idea di assaporare la vita veramente ,sia che si trovi nel suo ambiente o no,è in grado di apprezzare il bello di ogni siuazione,senza chiudersi dento la propria paura...penso che questo sia un messaggio bellissimo per i bambini, ma specialmene per noi grandi..che dietro a tutti i nostri impegni e lamenti non riusciamo ad apprezzare le cose belle che abbiamo,ma guardiamo ciò che ci manca...perciò la fiaba è un mezzo per insegnare fantastico,perche ti fa riflettere su cose importanti divertendoti...allora perchè le scuole la non sfruttano a sufficienza?perchè si focalizzano sul farti imparare a memoria informazioni e non sull'insegnarti cose , tramite la fiaba che sono importanti per la propria crescita?

Francesca Dapelo
Penso sia fondamentale evidenziare l'importanza della fiaba,in quanto è capacedi trasmttere messaggi forti attraverso testi che ruotano intorno ad una serie di personaggi rubati dalla fantasia, infatti è proprio questo il bello di una fiaba, immergersi in un mondo fantastico per poi avere la capacità di uscire fuori e affrontare con maggiore forza e competenza tante sfide che quotidianamente invadono la nostra TASCA, ma non solo,le fiabe come hanno ben evidenzito la Dott. Elvezia Benini e il Dott. Giancarlo Malombra, possono essere di grande aiuto per affrontare i distacchi della vita attraverso uno sguardo profondo all'interno del nostro io, del nostro essere, della nostra essenza......
Ricordiamoci inoltre, che la fiaba rientra nella narrativa di tradizione popolare,quindi ci troviamo di fronte ad una vera e propria tradizione a cui ogni uomo ha, quindi, a mio parere la fiaba è realmente un mezzo che attraverso il suo raccontare si va ad intrecciare con la storia dell'uomo e della vita perchè con essi ha sempre condiviso il mondo.E quei residui di fantasia che, per fortuna, ancora lo abitano.

DARIA PISCIONERI
Il libro che hanno presentato la dott.ssa Benini il dott.Malombra mi ha colpito favorevolmente anche se tratta un'argomento che tocca la mia sensibilità , dovuta ad un processo di immedesimazione che fa sì che un problema estraneo diventi mio. Un libro che è strumento di riflessione (cura) , strumento creativo che tratta grandi temi che riguardano varie problematiche che avviano nel bambino un processo di coscientizzazione che lo pone davanti a problemi legati alla realtà , al mondo che lo circonda,quanto a se stesso,una fiaba che può essere utile nella vita che trasmette un forte messaggio di speranza.Un libro nel quale le immagini giocano un ruolo importante, anche se come ha detto la dott.ssa Benini l'immagine più importante è quella interiore, ,quella dei sogni,,sono proprio quelle che ci indicano la strada.
La bellissima fiaba letta,con un intonazione perfetta,
sempre dalla dott.ssa, quella della Talpa ed il Gatto nella sua semplicità rinvia a significati più profondi che hanno a che fare con l'uomo ed il suo rapportarsi con l'altro da sé, con quella diversità sulla quale infierice e stigmatizza,rappresentata dai più deboli ed i più sfortunati, proprio come fa il gatto, che non accetta perchè non conosce. .

Tiziana Indini
Il tema della fiaba affrontato nella giornata del 28 ottobre durante l'incontro con il pedagogista e lo psicologo ( da quanto raccontato) deve essere stato estremamente interessante!
Le fiabe rappresentano un mondo a se, un mondo all'interno della quale grandi e piccini possono aprire la propria mente e dare libero sfogo ai loro pensieri e alla loro immaginazione.
E' attraverso il mondo delle fiabe che si possono risolvere alcune problematiche legate all'infanzia,si possono alleviare delle sofferenze o delle paure (specie per i piu' piccini) e per i grandi possono essere un importante spunto di riflessione.
Esistono delle fiabe le cui circostanze rispecchiano in parte anche la nostra realta' e l'uomo tende a rivedersi all'interno... Ecco...per me la fiaba rappresenta un modo fantastico, un mondo a sè entro la quale l'uomo ha la possibilita' di riflettere, di pensare e di liberare la propria mente!!!

MartinaLoschi
CIAO A TUTTI!!!
CHE COS'E' PER ME UNA FIABA???
RACCONTO FANTASTICO DI UN EVENTO FANTASTICO RACCONTATO DA PERSONAGGI FANTASTICI!!!
UNA FIABA E' UN RACCONTO CHE INIZIALMENTE VENIVA TRAMANDATO SOLO A VOCE DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE E CHI NARRAVA LE FIABE SPESSO MODIFICAVA O MESCOLAVA EPISODI DIVERSI DANDO ORIGINE A UNA NUOVA!!!
RICORDO CHE QUANDO ERO BAMBINA MI PIACEVA SENTIR RACCONTARE LA FIABA DI "CAPPUCCETTO ROSSO"...ERA UNA DELLE MIA PREFERITE INSIEME A "IL BRUTTO ANATROCCOLO"E "BIANCANEVE"!
ALLE FIABE CHE RICORDO NON ASSOCIO ALCUN TIPO DI TEMA PARTICOLARE SE NON QUELLO DELLA VICINANZA E DELLA COMPLICITA' CHE SI VENIVA A CREARE TRA ME, CHE ASCOLTAVO IMPIETRITA OGNI SINGOLA PAROLA E CHI RACCONTAVA,SOLITAMENTE LA MAMMA O LA NONNA!
IO CREDO CHE LA FIABA POSSA ESSERE CONSIDERATA UNO DEGLI STRUMENTI EDUCATIVI PER ECCELLENZA...
LA FIABA E' UN ELEMENTO PIACEVOLE E DELICATO LA CUI CARICA EMOTIVA E' TALVOLTA COSI' COINVOLGENTE CHE SUSCITA FACILMENTE L'ATTENZIONE DELL'ALTRO (SPECIE SE SI TRATTA DI BAMBINI)E TRAMITE ESSA SI POSSONO RAGGIUNGERE DEI GRANDI RISULTATI EDUCATIVI SORPRENDENTI!!!
ALL'INTERNO DELLA FIABA POSSONO TRASPARIRE ELEMENTI CHE FAVORISCONO LA CRESCITA E L'AVANZAMENTO DEL PROPRIO PROGETTO EDUCATIVO!
MI E' CAPITATO IN UN'ESPERIENZA DI STAGE ESTIVO DI LAVORARE CON I BAMBINI DI ETA' COMPRESA TRA I 4 E I 6 ANNI...SPESSO LEGGEVO LORO DELLE FIABE E AL TERMINE,SOLITAMENTE, PONEVO LORO LA DOMANDA:"COSA ABBIAMO IMPARATO OGGI DA QUESTO RACCONTO???" METTEVAMO COSI' IN ATTO UNA SORTA DI BREVE E SEMPLICISSIMO DIBATTITO UTILE PER STIMOLARE IL BAMBINO A PARLARE E PER VERIFICARE LE CAPACITA' D'ESPRESSIONE!!!
SENZA OMBRA DI DUBBIO,LA FIABA SVOLGE UN IMPORTANTE COMPITO NEL DELICATO PERCORSO FORMATIVO DEL BAMBINO E STIMOLA ANCHE ALLA RIFLESSIONE GLI ADULTI!!!

Ilaria Paolucci
LA FIABA OFFRE MATERIALE FANTASTICO PER RAPPRESENTARE LA BATTAGLIA PER IL CONSEGUIMENTO DELL'AUTOREALIZZAZIONE!!!

L'utilizzo della fiaba favorisce lo sviluppo psico-affettivo ed aiuta ad elaborare le sofferenze psichiche che oggi sono forse più laceranti, o semplicemente più visibili, di un tempo.
I piccoli e i grandi lettori, sia quelli più "fragili" che quelli già "forti", potranno identificarsi nei vari personaggi e, ritrovando le parti nascoste di sé, potranno recuperare l'energia necessaria a proseguire il cammino.La caratteristica fondamentale di ogni fiaba è la presenza di elementi magici e fantastici; fatti irreali o inverosimili, magie e incantesimi costituiscono il particolare ingrediente che dà un sapore unico alle fiabe.
Nelle fiabe il magico e il meraviglioso pervadono la vita di ogni giorno, mostrandoci che tutti possono vivere felici e contenti, che anche il povero può fare fortuna e che ognuno ha di fronte a sé delle prove da superare per ottenere una vita migliore. In questo senso le fiabe trattano problemi reali e in esse è presente un significato profondo che bisogna saper cogliere per capire la natura umana e comprender meglio le proprie storie individuali.La fantasia è il processo naturale ed innato mediante il quale il bambino impara a dare un senso al mondo esterno ed il suo mondo interiore ne è intriso fino al punto che egli, spontaneamente, trasforma ciò che apprende in un gioco o in una storia.
La fiaba comunica i suoi messaggi alla mente conscia, preconscia ed
inconscia del bambino, consentendogli di esprimere i suoi conflitti, le sue
ansie, le sue tensioni pulsionali, attraverso il materiale in essa contenuto.
E in quel paese della fantasia, dell'invenzione si dilata lo spazio
dell'immaginario, si intraprende un viaggio nell'avventura, si gioca con
personaggi così diversi da sé, che il bambino impara a conoscere, a
valutare ed anche ad amare, inserendoli nel proprio mondo.
E' questa la funzione terapeutica e pedagogica della fiaba: aiuta il
bambino a trovare il significato dell'esistenza, arricchisce il suo mondo
immaginativo ed intellettivo, gli fa scoprire le sue risorse interiori e gli
fornisce validi strumenti per una maggiore comprensione di sé e degli
altri.
La letteratura, e a maggior ragione la fiaba, che Alberto Moravia
definì l'infanzia della stessa, non ha solo lo scopo di dare impulso alla
cultura, ma anche quello di suscitare particolari stati emotivi, passioni e
terrori, e di favorire la catarsi, la purificazione da quelle passioni e da
quei terrori.
CONCLUDO LA MIA RICERCA SULLA FIABA CON UN PENSIERO DI I.CALVINO
"… lo credo questo: le fiabe son vere. Sono, prese tutte
insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia
casistica di vicende umane, una spiegazione generale
della vita, nata ai tempi remoti e serbata nel lento
ruminìo delle coscienze contadine fino a noi; sono il
catalogo dei destini che possono darsi ad un uomo e a
una donna, soprattutto per la parte di vita che è appunto
il farsi un destino: la giovinezza, dalla nascita che
sovente porta in sé un auspicio o una condanna, al
distacco dalla casa, alle prove per diventare adulto e poi
maturo, per confermarsi come essere umano.
E in questo sommario disegno, tutto….. uomini bestie
cose, l'infinita possibilità di metamorfosi di ciò che
esiste".
Italo Calvino

Veronica Cocumazzo
1)secondo me la fiaba è un racconto fantastico che dà voce ad animali e creature di fantasia.
2)della mia anfanzia ne ricordo una in particolare che si chiama "il mistero del cappottone". (so che nessuno la conosce) è un racconto fantastico i cui protagonisti sono un gruppo di orsetti.
3)il tema-motivo che associo alla storia che ho citato è il fatto che me la raccontasse sempre mio papà.. è il motivo per cui mi è rimasta impressa, volevo che fosse sempre lui a raccontarmela.
4)credo si possa considerare uno strumento educativo perchè penso che sia un modo di far riflettere, infatti la fiaba dall' inizio ("c' era una volta") fa sognare, fa immaginare, permette di astrarsi dalla realtà, per poi ritornarvi.
5)infine, gli elementi di crescita interiore credo siano la possibilità che offre la fiaba di dare un' interpretazione della storia e attraverso l' immedesimazione nei personaggi, di vedere la realtà da un punto di vista diverso. l' immedesimazione nei personaggi secondo me è importante anche per capire meglio certi aspetti di se stessi perchè a volte, soprattutto i grandi, non si fermano per rifletterci sopra.

Elena, Ottonello
Rispondo in un unico discorso, perdi più breve, come vedete.
Sono d'accordo con tutti sulle potenzialità della fiaba, mi piace come descrive il processo Veronica: "La fiaba comunica i suoi messaggi alla mente conscia, preconscia ed inconscia del bambino..."
Sulla parte successiva e sull'indiscusso valore pedagogico della fiaba mi permetto di avere dei dubbi. Intendiamoci, anche io ho adorato il brutto anatroccolo, il gatto con gli stivali (non ricordo come finisce tuttavia..) e i vari raccontini sulle volpi e l'uva, sulle formiche e le cicale, sulle tartarughe e le lepri, nonché la quantità sterminata di sentimentalistica disney e più recentemente pixar; ma siamo davvero sicuri che i messaggi che questi racconti tramandano siano ineccepibili? Siamo davvero certi che rispondano all'ormai mitica domanda di Elisa: "cosa dobbiamo insegnare, e soprattutto POSSIAMO insegnare?"

Se diciamo uno stregone, convinto che la mente funzioni secondo schemi precisi e - sempre secondo lui - conosciuti, si mettesse a scrivere delle fiabe per bambini, non sarà che cercherà di usare queste presunte conoscenze per manipolarla? Io ne diffiderei...

A mio parere una fiaba o un racconto, ma anche direi un testo filosofico (in minor misura) funziona in modo direttamente proporzionale alla sua poeticità; cioè ciò che c'è scritto deve soltanto veicolare indefinitezza, e dovrebbe essere il lettore ad inserire gli elementi indefiniti in uno schema di senso proprio. Non morale dunque, ma follia.
(non sono stato breve)

Facile a dirsi, "bevimi"; ma la saggia piccola Alice non mostrava alcuna fretta di farlo. - No, prima guarderò, - disse, - se c'è scritto veleno oppure no -; perché aveva letto parecchie graziose storielle su bambini bruciati e mangiati dalle bestie feroci e altre spiacevoli cose, tutto per non essersi ricordati le semplici regole insegnate loro dagli amici; come, ad esempio, che un attizzatoio rovente ti brucerà se lo tieni in mano troppo a lungo, e che se ti tagli un dito molto profondamente con un coltello di solito sanguina, e Alice mai si era dimenticata che se bevi un bel po' da una bottiglia contrassegnata "veleno" è quasi certo che, prima o poi, ti accorgerai che non ti si confà.
Paolo Peluffo

FIABA:storia di fantasia che ha come protagonisti animali
FIABE CHE RICORDO:il brutto anatroccolo,la volpe e la cicogna,la lepre e la tartaruga
LE FIABE CHE RICORDO SONO LEGATE alla scuola ,in particolare alle fiabe che leggeva la maestra in classe
LA FIABA PUò ESSERE STRUMENTO EDUCATIVO perchè aiuta il bambino a superare le situazioni difficili che la vita offre e da spunti per risolvere problemi .
NELLA FIABA CI SONO ELEMENTI CHE FAVORISCONO LA CRESCITA INTERIORE ,questi possono essere i personaggi stessi che aiutano il bambino a immedesimarsi in loro e quindi prendere coscienza di ciò che sono.Altro elemento sono i problemi e le difficoltà che fanno sentire al lettore una normalità(tutti abbiamo dei problemi).Nascono così CONSAPEVOLEZZA e COSCENTIZZAZIONE......

Erika Sclavo
1-La fiaba è un racconto fantastico che ha come protagonisti indistintamente uomini e animali, reali o immaginari: fate, maghi, streghe, gnomi, draghi, bacchette, sfere, specchi magici. Il contenuto immaginario si propone principalmente di suscitare piacere, meraviglia o emozione nel lettore. In questo la fiaba si distingue sia dalla favola, che è una breve narrazione di fantasia che ha sempre un fine moraleggiante o satirico, sia dalla leggenda che ha argomento religioso ed eroico e collocazione in un ambiente storico in parte modificato dall'immagine

2-Quando ero più piccola ricordo di aver avuto un libro di fiabe con allegata la cassetta per ascoltare i racconti tra tutte le fiabe ricordo particolarmente quella di Hansel e Gretel, forse perchè mi impressionava un pò

3-si, ritengo che la fiaba possa essere considerato una strumento educativo in quanto all'interno del processo dello sviluppo del bambino, si situa il discorso dell'educazione alla vita e ai valori. Le fiabe e le favole fanno acquisire al bambino i contenuti della vita, positivi e negativi.Ci sono difficoltà da risolvere e l'impegno per trovare soluzioni efficaci allo scopo. Durante lo sviluppo, il bambino deve imparare il significato della realtà che lo circonda, deve instaurare relazioni con gli altri e capire se stesso. Per realizzare ciò, deve sentirsi soddisfatto e arricchire l'immaginazione, l'intelletto e le emozioni. Quindi la fiaba penso possa essere considerata ed utilizzata come momento pedagogico fondamentale perché educa ai valori. Essendo familiare e rassicurante, la fiaba da sicurezza e stabilità. Quindi aiuta il bambino ad affrontare le difficoltà della sua vita e gli offre una modalità di controllo sulle proprie difficoltà e sui momenti esterni!

4-Forse è banale... ma credo che l'elemento che favorisca la crescita interiore sia la MORALE della fiaba!
ricercando il significato vero e proprio della parole ho trovato che morale è ciò che è attinente alla dottrina etica, oppure significa ciò che è attinente alla condotta e quindi suscettibile di valutazione e quindi di giudizio.
Penso che la Morale della favola invii sempre a un messaggio pedagogico ed educativo che spesso ci porta a una coscientizzazione.
Bagno Ilaria

rispondo alle domande sulla fiaba:
1) la fiaba è un racconto fantastico dove come parte dominante c'è l'elemento meraviglioso e magico e in cui sono protagonisti indistintamente esseri umani, animali o oggetti più o meno magici.
2)La fiaba che ricordo e che mi piace di più è La Bella e la Bestia della Walt Disney.
3)Mia nonna mi raccontava sempre questa, più che fiaba, favola per spiegarmi che bisogna andare oltre le apparenze e poi perché dice che mi assomiglia come aspetto e perchè io sono la principessa di casa.

3) La fiaba rappresenta problemi comuni umani e quotidiani quali la rivalità fraterna o epica, tradimento, abbandono, gelosia, invidia e nel contempo offre le soluzioni degli stessi incoraggiando il bambino a fantasie ottimistiche (lieto fine). E' per questo che aiuta la formazione rilevandosi uno strumento educativo perché permette al bambino di trovare il significato dell'esistenza, arricchisce il suo mondo immaginario e intellettivo facendoli scoprire le proprie risorse interne.
4) Le fiabe sono costituite sui simboli universali radicati nell'esperienza di ogni essere umano. I simboli, come afferma Jung, rispecchiano gli archetipi (elementi ereditari della psiche dell'uomo) e riflettono modelli di esperienze comuni attraverso la storia della coscienza umana. Infatti ha una funzione morale che consiste nella vittoria delle semplici virtù dei personaggi buoni e nel castigo delle altrettanto semplici e assolute perversità dei malvagi (i valori del bene) permette uno sviluppo della personalità orientato verso il giusto.

Veronica,Cocumazzo
1- La fiaba è solitamente una storia inventata che serve a trasmettere determinati contenuti morali o tecnici al giovane lettore preparandolo alla vita da adulto;
2- Non ne ricordo una in particolare;
3- Credo fermamente che la fiaba possa essere uno strumento di crescita interiore del lettore (di qualunque età esso sia) in quanto la fiaba serve a trasmettere insegnamenti alla persona; anche se non sono insegnamenti morali ma "tecnici" (cioè su come comportarsi in determinati contesti relazionali della vita) la loro importanza non va assolutamente sottovalutata.
4- La narrazione stessa è già un elemento di crescita in quanto insegna ad esternare e non reprimere o "tenere per sé" ed aiuta a scoprire parti della propria persona che senza l'aiuto della fiaba rimarrebbero nascoste nel nostro grande ripostiglio chiamato Inconscio.

Ecco le mie risposte...
- La fiaba è uno strumento letterario creativo ma è anche uno strumento di riflessione. La fiaba è vita, è speranza perchè attraverso l'uso della fantasia racconta fatti di vita reale.
- Più che una fiaba ricordo in particolare un breve romanzo intitolato "Nonno Tano":La mamma di Sara, Paolo ed Elisa, tre bambini spagnoli, ha raccontato loro molte volte l'avventura di nonno Tano con il delfino. Ma quella notte, al termine della storia, la mamma
darà ai bimbi una bella e sorprendente notizia: in estate trascorreranno
le vacanze proprio con i nonni Tano e Cettina in Sicilia. Intraprenderanno un viaggio emozionante e lo faranno da soli, dato che quell'anno né il padre né la madre potranno accompagnarli. Una volta arrivati nel piccolo paese siciliano, i bambini vivranno diverse avventure con il loro nonno, che si rivelerà un vero lupo di mare, coraggioso e forte, sempre divertente e allegro. Avranno l'opportunità di dare una mano a Turi con il suo trasloco, di aiutare la cagnolina Olivia con i suoi cuccioli e persino di conoscere dei fantastici delfini.
- La storia trasmette l'emozione suscitata dall'avventura e il piacere che possono produrre i fatti quotidiani più insignificanti, se vissuti
con ingenuità e allegria, materia nella quale i bambini sono veri maestri. I temi principali sono 2: da un lato la forza dell'affetto, che si mantiene
solido e fermo nonostante la distanza, e dall'altro l'importanza dell'amicizia, che si stabilisce senza tener conto delle barriere di pensiero o di età.
- Certo, la fiaba PUO' essere uno strumento educativo. Attraverso l'uso della fantasia si cerca di ricollegarsi a fatti di vita quotidiana e di insegnare una morale a chi legge. Può essere strumento di profonda riflessione e come abbiamo visto anche di cura. Non è però da sottovalutare il ragionamento di Paolo che mette in evidenza anche la negatività delle cose aiutandoci ad effettuare scavi più profondi...
- Sì ci può essere qualche elemento di crescita all'interno della fiaba: leggere ci trasmette immagini interiori che ci possono indicare la strada nella vita reale per intraprendere il viaggio alla ricerca di sè, dell'altro e dell'oltre. Inoltre possono accendersi in noi emozioni forti che ci portano a fare riflessioni importanti. Poi ovviamente dipende sempre da ciò che leggiamo...ma se ci capitano in mano opere di autori come Calvino non possiamo non trarne spunti di crescita importantissimi.

CALVINO:
D'una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda.
(credo che possa valere lo stesso per una lettura)

MARTINA LOSCHI
1.la fiaba è un universo in cui ritrovarsi e volare con la fantasia
2.il lupo e le focacce...c'era questo lupo che ogni notte andava a rubare le focacce alla bambina, ma non la ricordo benissimo in tutto il suo svolgimento...
3. mi ricordo che il tema era la paura della bimba in questa casa...ogni sera sapeva che da un momento all'altro sarebbe arrivato il lupo. Me la ricordo piacevolmente perchè me la leggeva sempre mia sorella di 16 anni più grande di me., prima di addormentarmi e perchè mi ricordo di aver scarabocchiato tutta la pagina dove c'era la storia.
Era una favola scritta sulla collana enciclopedica "i Quindici"...(che ridere ripensare ai Quindici)
4.penso che sia uno strumento educativo per i bambini che si avvicinano alla parola scritta (lontano da loro) e alle "regole del mondo" tramite un mondo fantastico più consono al loro sentire...
per gli adulti è uno strumento educativo perchè tramite la fiaba si riappropino del loro animo bambino e ritrovino il loro essere genuino.
5.la crescita interiore avviene tramite il riconoscimento di se stessi in uno dei personaggi. Rivedendo in altri la propria situazione si riesce meglio ad analizzarsi e analizzare le proprie-angosce. Erika Trecco
Buongiorno!
anch'io riporto il mio questionario sulla fiaba; devo ammettere che per me non è stato facile rispondere e non sono sicura se le risporte che ho dato siano esaurienti.
1_Secondo me una fiaba è un racconto che serve per stimolare la fantasia, per suscitare emozioni e per divertire.
2_a dire il vero non ricordo una fiaba in particolare, anche perchè i miei genitori se ne inventavano sempre di nuove: esse prendevano semplicemente spunto da quello che mi accadeva nei giorni precedenti, soprattutto dai miei problemi e difficoltà, e volevano insegnarmi ad affrontarli e a risolverli.
3_Non ricordo molto, però so che queste fiabe mi trasmettevano un senso di tranquillità, quindi, soprattutto quando ero un po' "in crisi", non vedevo l'ora che i miei genitori me le raccontassero.
4_La fiaba è sicuramente uno strumento educativo, e valido anche per gli adulti, perchè contiene in sè molti messaggi e valori che ci insegnano i comportamenti giusti moralmente. Inoltre ci permette di pensare e riflettere alla varie situazioni, anche quotidiane, della vita.
5_Penso che la fiaba sia un ottimo strumento per favorire la crescita interiore; questo grazie alle immagini che suscita nei nostri pensieri, perchè aiutano a riflettere.. Ma anche immedesimarsi nelle situazionie nei personaggi è uno spunto di riflessione che ci conduce ad un arricchimento interiore.

Francesca Maria Anselmi
1)La fiaba per me è un componimento creativo ed originale, frutto della fantasia ma per certi versi ancorato anche a temi che ripropongono la realta' in chiave personale, attraverso una "rivisitazione" del mondo tramite metafore, personificazioni e similitudini, dedicata non solo ai piccini ma anche per un pubblico adulto che grazie ad essa si ri-avvicinano all'infanzia, cogliendone gli aspetti salienti e cercando di riprendere quel "fanciullino" che è vivo dentro ciascuno di noi.

2)La fiaba che piu' mi è rimassa impressa nella mente è Cenerentola perchè è un po l'emblema dell'amore che tutti vorremmo vivere....
rappresenta inoltre temi a me molto cari...tra cui il tema del "diverso" di colui o colei che viene denigrato/a senza una reale giustificazione...affronta il discorso della poverta' e di chi è in generale piu' svantaggiato rispetto ad altri...mi fa inoltre riscoprire il valore della famiglia, punto fondamentale nella crescita e nella maturazione di ognuno di noi...
Cenerentola infatti attraverso un percorso di formazione, di inizializzazione compie delle trasformazioni, cresce interiormente grazie soprattutto alla magia, elemento fondamentale della fiaba che ci fa "sognare ad occhi aperti" e rende la lettura (o la visione se si tratta di un film) ancora piu coinvolgente.

3)Il tema-motivo che associo alla fiaba di Cenerentola è appunto quello che ho gia' citato nella risposta precedente..il tema fondamentale è credo, oltre all'amore idealizzato, il percorso che compie una persona che viene denigrata, costretta a fare cose che nn vuole, emarginata e isolata per tornare padrona della propria vita...io credo che questo tema sia profondamente attuale...basti pensare agli extracomunitari e alla fatica che possono fare per inserirsi in maniera onesta nel nostro paese ma che magari per motivi economici vengono sfruttati maltrattati e tenuti ai margini della societa'....cosi come una persona che puo aver commesso un reato (naturalmente non grave, penso ad esempio ad un furto) faccia veramente fatica a trovare lavoro e ri-crearsi una vita migliore...

4)La fiaba è sicuramente uno strumento educativo perchè grazie ad essa il bambino acquisisce delle informazioni sottoforma di immagini mentali...di simboli e di rappresentazioni...per me, è proprio il simbolo che contribuisce a donare alla fiaba un fine pedagogico..il simbolo è infatti "quel qualcosa che sta al posto di un'altra", ovvero quell'immagine e quel significato che il soggetto rievoca nel momento in cui legge una fiaba...ecco che quindi questo tipo d testo è profondamente utile anche all'adulto...soprattutto a coloro i quali, come noi, nella loro prospettiva di vita avranno a che fare con i bambini...con il fine di immedesimarsi in loro...e mantenere quella parte fanciullesca viva nella nostra memoria.

5)La fiaba ha dunque elementi che favoriscono la crescita interiore, perchè aiuta nella riflessione, nella produzione di idee e quindi facilita grazie all'elemento magico la produzione di idee creative ed originali..la fiaba permette inoltre,grazie al supporto delle immagini di acquisire tutta una serie di competenze anche visive,perchè aiuta e facilita la memoria...
la fiaba inoltre,permette al bambino di esorcizzare le sue paure, quante volte infatti il bambino vuole sentirsi raccontare la fiaba che gli ha fatto paura per poterla "padroneggiare meglio"...rivivere l'esperienza negativa per poter dominare meglio la paura...ecco che quindi qui si inserisce un'altra competenza che il bambino riesce a formarsi grazie alla fiaba...
Anche per l'adulto che la legge la fiaba permette una crescita interiore perchè rappresenta "una fuga anche fugace" dalla realta' dalla quale magari per svariati motivi si sente oppresso...facilita anche qui la creazione di immagini mentali, aiuta alla catarsi ovvero alla liberazione e alla purificazione dell'anima grazie alla quale tante volte l'uomo riesce a comprendere meglio se stesso e gli altri che lo circondano.

Monica Calzola
1)che definizione dai della fiaba? Secondo me la fiaba è un racconto fantastico che introduce una morale.
2)Quale fiaba dell'infanzia ricordi? Non ne ricordo una in particolere perchè mia madre mi raccontava delle storie che si inventava.
3) Alla fiaba che ricordi associ un tema-motivo particolare? le storie che mi raccontava mia madre erano tutte a sfondo educativo
4)Pensi che la fiaba possa essere uno strumento educativo? Se si perchè? Si penso che possa essere uno strumento educativo ma non solo per i bambini ma anche per gli adulti perchè ti fa vedere situazioni della realtà
5)Nella fiaba vi sono elementi che favoriscono la crescita interiore?Quali? Gli elementi possono essere l'immedesiamarsi in uno dei personaggi

Pozzi,Elisabetta
1)Che definizione dai della fiaba?
La fiaba è un tipo di narrativa originaria della tradizione popolare, caratterizzata da componimenti brevi e centrati su avvenimenti e personaggi fantastici come fate, orchi, giganti e così via. Le fiabe sono tradizionalmente pensate per intrattenere i bambini,farli volare con la fantasie e crescere.
2)Quale fiaba dell'infanzia ricordi?
La fiaba dell'infanzia ricordo con gran felicità è Peter pan!!
3)Alla fiaba che ricordi associ un tema-motivo particolare?
Per quanto riguarda Peter Pan credo che insegni molto…che è giusto crescere,rispettare e non essere gelosi degli altri,tutto ciò sognando e fantasticando su sirene,pirati,indiani ecc….
4)Pensi che la fiaba possa essere uno strumento educativo?Se si,perche?
Assolutamente si penso che la fiaba sia uno strumento educativo.Come ho detto alla domanda prima secondo me ogni fiaba ci insegna qualcosa!!!!
5)Nella fiaba vi sono elementi che favoriscono la crescita interiore?
Si,nella fiaba ci sono elementi che favoriscono la crescita interiore sia a un bambino che ad un adulto;ad esempio l'immedesimarsi in un personaggio e vedere le cose da un altro punto di vista.

Bresciano Alessandra
Che definizione dai alla fiaba?
-Definirei la fiaba come un racconto fantastico che mette in scena personaggi molto spesso inverosimili, ambientati in luoghi spesso di fantasia e altre volte si rappresentano anche delle realtà esistenti. (esempio: il mondo esterno e il sotto suolo,riguardo la fiaba letta dalla psicologa,del gatto e la talpa ambientato in luoghi reali, non inventati !)
Qualle fiaba dell'infanzia ricordi?
-Cappuccetto Rosso, conosciuta da tutti!!!!=)
Alla fiaba che ricordi associ un tema motivo particoare??
-Non ho un vero tema-motivo, ma ricordo che mi piaceva ascoltare la storia di Cappuccetto rosso, perchè dopo la famosa frase "per mangiarti meglio bambina mia" io mi divertivo a nascondermi sotto le coperte ma alla fine mio papa riusciva sempre a prendermi e a farmi il solletico!!!ahah
Pensi che la fiaba possa essere uno strumento educativo?se si perchè?
-Penso davvero che sia uno strumento educativo estremamente efficace, in quanto avendo sempre una MORALE permette di riflettere sia ai bambini che gli adulti,e molto spesso è utile come strumento per trasmettere i VALORI IMPORTANTI (come: Amicizia, Umiltà, Pace....ecc)
Nella fiaba vi sono elementi che favoriscono la crescita interiore?
-Io credo che la fiaba porti ad una crescita interiore perchè chi legge si può rispecchiare spesso nei personaggi,lasciandosi trasportare dal racconto!ed è come se si immedesimasse nella storia e la vivesse quasi in prima persona insomma permette di viaggiare con la fantasia!!

Catalano Lorena
La fiaba:
-è in prosa
-ha come protagonista l'uomo di solito
-nelle sue vicende intervengono spiriti benefici o malefici,demoni,streghe,fate...
-ha molto maggiore sviluppo narrativo e un carattere più dichiaratamente fantastico
-non ha necessariamente fine morale e pedagogico
-ha origine popolare e sviluppo per tradizione orale
Quindi le fiabe,il cui scopo era solo quello di divertire,parlavano spesso di cose fantastiche e irreali,ma rappresentano tutt'ora una forma di racconto diffusa in tutto il mondo e in ogni civiltà.
Tramandate di bocca in bocca attraverso i secoli,destinate ai soli bambini,cui venivano raccontate accanto al focolare la sera,prima che andassero a dormire,le fiabe hanno sempre affascinato l'immaginazione dei piccoli(ma anche degli adulti).
Sono presenti nelle fiabe antichissime credenze in esseri soprannaturali e racconti di atti magici;per questo costituiscono un documento importante anche per l'etnologo e il folclorista,che vi possono riscontrare identità di motivi in fiabe di tempi diversi e presso popoli molto lontani tra loro.
Della mia infanzia ricordo tantissime fiabe,soprattutto quelle della Disney,che però preferivo guardare in cassetta(si ricollega al discorso che le immagine restano più e più a lungo impresse nella nostra mente) o altrimenti mi piacevano quelle con in allegato la musicassetta da ascoltare quando ancora ero piccina e non sapevo leggere.
Pensandoci bene non ho nessun ricordo di qualcuno che mi legga una fiaba prima di andare a dormire,ma ricordo benissimo col sorriso che appena ho imparato a leggere non avrei più smesso!!!Alle elementari ero una divoratrice di favole,leggevo tutti i pomeriggi per piacere,e non perchè lo diceva la maestra e avevo un libro,che ancora adesso è nella libreria di casa:"100 storie da 5 minuti" e ogni sera prima di andare a dormire me ne leggevo una da sola
Una fiaba che mi appassionava molto era forse:"La storia di Peter Coniglio".
Storia che ovviamente aveva una morale...insegnava che il coniglietto che aveva combinato pasticci si beccava una sgridata,il raffreddore e finiva a letto con una camomilla invece che con latte,more e lamponi come le sue sorelle
Quindi credo proprio che le fiabe con la loro morale possano essere uno strumento educativo per piccini,ma anche per adulti.In più sono tanti gli elementi che favoriscono la crescita interiore come l'immedesimarsi da parte del lettore nei protagonisti delle storie,dare sfogo alla fantasia e alla creatività,isolarsi per un attimo dalla realtà e sognare,provare emozioni e liberarci dalle nostre paure di bambini.

Caterina Bazzurro
CHE DEFINIZIONE DAI DELLA FIABA?....
....é una storia fantastica inventata dall'autore ma con all'interno una morale.
QUALE FIABA DELL?INFANZIA RICORDI?....
...Capuccetto Rosso.
ALLA FIABA CHE RICORDI ASSOCI UN TEMA-MOTIVO PARTICOLARE?...
...Non bisogna credere a tutto ciò che ci viene detto, ma bisogna sempre far suscitare un dubbio, e solamente dopo aver verificato, appurato... credere.
PENSI CHE LA FIABA POSSA ESSERE UNO STRUMENTO EDUCATIVO? SE SI PERCHE?...
...Si!!! è il modo più fantastico, poco diretto per dire educare le persone ma le fiabe lasciano un segno per sempre.
NELLA FIABA VI SONO ELEMENTI CHE FAVORISCONO LA CRESCITA INTERIORE? QUALI?
...Si!!! l'interpretazione dei personaggi.

Alessandra,Ferraro
1)che definizione dai alla fiaba?
La fiaba è una storia con contenuti sociali, culturali ed emotivi, che aiutano il bambino (e non solo) nell'approccio alla crescita e quindi all'intera formazione.
2) quale fiaba dell'infanzia ricordi?
moltissime!!!!!!!! in casa mia (madre maestra e padre giornalista ed escritore) i libri c'erano anche in cucina.... si leggeva molto come abitudine, mi regalavano spesso dei libri, e quindi ho letto vermanete tanti...Peter Pan, Piccole Donne, Piccole donne crescono, Moby dick, Pinocchio, cuore, il Piccolo principe ("el principito" per me), Robinson Crusoe, c'è stata una particolare, che mi ha segnato credo, come lettrice, che era scegli tu il tuo finale, ed era un libro d'avventura dove tu sceglievi la trama ed il finae della storia, quindi lo stesso libro lo potevi leggere diverse volte con finali diversi... veramente bello! poi uno che si chiamava "caramelos surtudos" caramelle assortite, dove c'erano un'infinità di favole con uno stile molto simile a quelle che ci hanno presentato i due professori l'altro giorno. insomma...ne ricordo parecchie..non potrei proprio dimenticarle...hanno segnato il periodo più bello della mia vita: l'infanzia!
3)Alla fiaba che ricordi associ un tema_motivo particolare:
come dicevo prima tutte hanno segnato la mia infanzia, e mi hanno accompagnato durante la mia crescita. i temi? sociali sicuramente, l'approccio con la crescita delle piccole donne, il viaggio di gulliver, tanti e svariati sono i temi, tutti molto belli!
1.4) pensi che la fiaba possa essere uno strumento educativo, se si perchè?
Certo, sempre lascia un'insegnamento, perchè ci racconta un pezzo di vita di un personaggio, sia esso animale oppure umano.
5) nella fiaba vi sono elemnti che favoriscono la crescita interiore? se si quali?
dunque, vengono sicuramente arrichiti i nostri sentimenti, perchè attraverso la favola ci avviciniamo emotivamente alla storia e ovviamente ai personaggi, che nell'immaginario del piccolo lettore sono in carne ed ossa.

Carolina Mirò
1)Non mi ero mai posta quale fosse la differenza tra fiaba e favola ed ho sempre utilizzato i terminicome fossero sinonimi, in realtà presentano delle caratteristiche particolari, ben distinte. cito testualmente la differenza
La fiaba è un tipo di narrazione i cui protagonisti non sono quasi mai animali (tipici invece nella favola), ma creature umane, coinvolte in avventure straordinarie con personaggi fantastici dai poteri magici come fate, orchi, giganti e così via.:Le fiabe sono tradizionalmente pensate per intrattenere i bambini.solitamente, collocate in uno spazio temporale irreale, strutturandole sulle basi di antiche leggende, stimolano la fantasia e la creatività del bambino e aiutandolo a creare attorno a sè un mondo che sarà di aiuto per l'infanzia del bambino; l'importante è che egli, col passare degli anni, impari a fare buon uso della fantasia, distinguendola, però, dalla realtà ( e qui si entra nella psicologia dello sviluppo e le varie fasi dello sviluppo cognitivo
Nelle fiabe il magico e il meraviglioso pervadono la vita di ogni giorno, mostrandoci che tutti possono vivere felici e contenti, che anche il povero può fare fortuna e che ognuno ha di fronte a sé delle prove da superare per ottenere una vita migliore. In questo senso l e fiabe trattano problemi reali e in esse è presente un significato profondo che bisogna saper cogliere per capire la natura umana e comprender meglio le proprie storie individualiSebbene oggi viviamo in un ambiente profondamente diverso, il linguaggio delle fiabe è tuttora vivo e ricco di significato: è vero che quei racconti si riferiscono sempre a tempi lontani ( C'era una volta…), ma il messaggio che contengono - di felicità e successo raggiunti per meriti propri e per l'aiuto altrui - è universale.
Si distingue dalle favole, in cui la componente fantastica è generalmente assente, e la narrazione ha un intento allegorico e morale più esplicito. un altro importante genere fantastico che, pur distinguendosi dalla fiaba, rappresentano sempre narrazioni piacevoli o comunque frutto dell'immaginazione, con un compito sociale importante
scopo principale: intrattenere, divertire, far sognare e dare anche insegnamenti di vita al piccolo ascoltatore. Suscitando emozioni e sensazioni
2)Sono tantissime le favole e le fiabe che ricordo legate a momenti altrettanto belli trascorsi con mia nonna,,Biancaneve Cappuccetto rosso etc, mia mamma mi ha sempre letto le favole dei Quindici,collana degli anni 60/70 che conservo gelosamente tutt'ora e che ho letto ai miei due figli ,Raperonzolo, il lupo ed i sette capretti,i musicanti di Brema, i vestiti dell'imperatore,la volpe e l'unva racconti che oltre a stimolare la fantasia e l' immaginazione suscitavano in me emozioni forti, certe avevano anche contenuti reali .altre facevano vagare la mia mente in mondi fantastici , allo stesso tempo insegnandomi una morale, erano capaci di catturare l'attenzione , divertendo e lasciando allo stesso tempo filtrare messaggi e insegnamenti.
3) Ogni fiaba trasmette un valore particolare legato alla fiducia ,all'amore, all'amicizia, all'astuzia, al bene che vince sul male al riscatto dei più sfortunati,dove la bontà è sempre premiata e la cattiveria punita
4)Sicuramente la fiaba è uno strumento di riflessione , strumento creativo che tratta grandi temi che riguardano varie problematiche che avviano nel bambino un processo di coscientizzazione che lo pone davanti a problemi legati alla realtà , al mondo che lo circonda,quanto a se stesso,una fiaba che può essere utile nella vita che trasmette un forte messaggio di speranza.L'utilizzo della fiaba favorisce lo sviluppo psico-affettivo Ogni fiaba si presenta con una veste di facile accessibilità e di immediatezza emotiva per ogni lettore,questa caratteristicaporta la fiaba stessa ad essere utile nella vita di ciascuno, diventando uno strumento di riflessione e di riconoscimento "nella storia" della propria storia, che non è altro che parte della storia dell'umanità.
Scopo preciso delle favole è quello di trasmettere - in forma scherzosa e piacevole, ma alludendo al carattere dell'uomo - insegnamenti e ammonimenti utili alla vita comune,
.L'esperienza linguistica di una buona lettura equivale allo sviluppo del pensiero, cioè alla capacità di pensare ed esprimersi chiaramente, è un contributo notevole alle operazioni del pensiero costruttivo e creativo. Qualsiasi parola e racconto, con la sua potenza evocativa, può far nascer accostamenti, complessi, movimenti delle immagini e avviare un pensiero creativo che ha solo bisogno di essere liberato. L capacità evocativa della parola può giungere al bambino come sogno, divertimento, gratificazione, e favorire la sua crescita armoniosa. Se la lettura quindi aiuta la formazione del pensiero ( strettamente legata alla formazione linguistica ), non si può prescindere dalla motivazione che, non solo crea partecipazione viva, ma attiva ulteriori capacità personali di autonomia e creatività.
5)Prendo in esempio la fiaba letta dalla dott.ssain aula magna, quella della Talpa ed il Gatto nella sua semplicità rinvia a significati più profondi che hanno a che fare con l'uomo ed il suo rapportarsi con l'altro da sé, con quella diversità ,rappresentata dai più deboli ed i più sfortunati, proprio come fa il gatto, che non accetta perchè non conosce. .
Ad esempio esistono delleFiabe moderne scritte per i bambini affetti da celiachia. Sono messaggi di fiducia che possono applicarsi a tutte le situazioni di allergia alimentare, in crescita vertiginosa, che affliggono l'universo infantile.
Quando tutte le spiegazioni e tutti i consigli si sono rivelati inutili, ecco che l'antica formula del raccontare una storia si rivela il metodo più piacevole per proporre una soluzione al problema di chi ascolta..
Ho trovato bello e significativo il passo che segue:
bambini imparano ciò che vivono
Se un bambino vive nella critica impara a condannare
Se un bambino vive nell'ostilità impara ad aggredire
Se un bambino vive nell'ironia impara ad essere timido
Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole
Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente
Se un bambino vive nell'incoraggiamento impara ad avere fiducia
Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia
Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede
Se un bambino vive nell'approvazione impara ad accettarsi
Se un bambino vive nell'accettazione e nell'amicizia impara a trovare l'amore nel mondo

Tiziana Indini
la fiaba è un racconto con elementi fantastici
2) non so bene il titolo... un lupo affamato vede un agnello un po' più in basso nel fiume a cui si sta abbeverando, va da lui e gli dice "mi stai inquinando l'acqua con la tua bava schifosa!"; l'agnello gli spiega che è impossibile visto che lui era più in basso nel fiume rispetto al lupo ma questo se lo mangia lo stesso. (più o meno era così)
3) i lupi sono cattivi e gli agnelli indifesi: impotenza di fronte al potere
4) può esserlo, quando non si ostina a veicolare messaggi predigeriti e manipolatori (diretti verso qualcuno che non può ancora elaborarli)
5) ogni racconto può contenere elementi di crescita, o meglio, ogni lettore può crescere di fronte ad un racconto, sia esso fiaba, telegiornale o testimonianza di guerra; tutto sta se il racconto da la possibilità di esprimersi attraverso di esso.

Paolo Peluffo
La fiaba è un tipo di narrativa originaria della tradizione popolare, caratterizzata da componimenti brevi e centrati su avvenimenti e personaggi fantastici come fate, orchi, giganti e così via. Si distinguono dalle favole, in cui la componente fantastica è generalmente assente, e la narrazione ha un intento allegorico e morale più esplicito. Le fiabe sono tradizionalmente pensate per intrattenere i bambini.
2) Hansel e Gretel dei fratelli Grimm
C'era una volta... un povero falegname che viveva in una casupola sul limitare del bosco. L'uomo aveva due bambini, Hansel e Gretel, nati dalla sua precedente moglie che era morta qualche anno prima. L'anno precedente aveva ripreso moglie: ma la nuova moglie non sopportava i due figliastri. Erano tempi duri e un giorno la moglie disse al padre di Hansel e Gretel: "Non abbiamo più niente da mangiare: porta i due bambini nella foresta ed abbandonali, così avremo due bocche da sfamare in meno".
L'uomo, a malincuore acconsentì. Hansel aveva sentito tutto, e sgusciò non visto fuori, dove raccolse delle pietruzze. Il giorno dopo il padre li accompagnò nella foresta, e poco per volta Hansel depositò per terra una pietruzza alla volta. Giunti in una radura, si allontanò con una scusa. Gretel era disperata, ma Hansel ritrovò la strada di casa grazie alle pietruzze.
Qualche giorno dopo, la matrigna ripropose la stessa cosa. Hansel risentì di nuovo, ma non potè prendere i sassolini. Il giorno dopo, sboccencellò la pagnotta che aveva in tasca lasciando delle briciole. Come l'altra volta fu lasciato con la sorella in una radura, ma non poté trovare la strada di casa: gli uccellini avevano mangiato tutto.
Con Gretel iniziò a vagare per la foresta, mentre scendeva la notte. Ad un certo punto giunsero in una radura dove c'era una casa tutta costruita di marzapane, dolci, biscotti e cioccolato. Hansel e Gretel avevano fame e si precipitarono a mangiarla. Ad un tratto uscì una vecchietta, che disse loro: "Ma non rimanete fuori, bambini! Entrate, entrate!"
Hansel e Gretel non se lo fecero ripetere: la vecchina sembrava gentile, offrì loro un pranzo succulento e un letto dove dormire. Ma il mattino dopo rivelò la sua vera natura: in realtà era una strega, che aveva già mangiato molti bambini. Chiuse Hansel in una gabbia, per nutrirlo a dovere e farlo ingrassare per poi mangiarlo e mise Gretel a fare i lavori più umili. Hansel che era astuto prese un ossicino di un pollo che aveva mangiato il primo giorno: si era accorto che la strega non ci vedeva bene, per cui, quando veniva a tastare le sue dita, lui le faceva sentire l'ossicino. La storia andò avanti per alcune settimane, poi un giorno la strega si spazientì: "Vuol dire che grasso o meno ti mangerò lo stesso!"
La strega chiese a Gretel di accendere il forno. La bambina lo accese ma disse che non riusciva ad arrivare al piatto che era dentro il forno. La strega si sporse nel forno per prendere il piatto e Gretel la spinse nel forno, chiudendo la porta dietro. Poi Gretel liberò Hansel e prima di andare via trovarono tutti i tesori che la strega aveva accumulato. I due bambini si diressero verso casa, dove grazie ai tesori della Casa di Marzapane non soffrirono più la fame e diventarono una delle famiglie più ricche della città.
3)la fiaba tende a sottolineare i personaggi come vere e proprie caricature di qualità e di comportamenti che non lasciano adito e dubbi. Quindi il amle il bene sono sembre ben distinti in modo da non creare ambivalenze.
Sono molte le fiabe che vedono matrigne e patrigni e questo è un tema molto forte sia nelle fiabe che nei miti, in quanto il tema della famiglia è fondamentale rappresenta una importante fase delal vita, da cui bisognerà distaccarsi.
La matrigna in particolare si propone sempre come un qualcosa di "cattivo", qualcosa con cui bisogna fare i conti e permette, ad una lettura più profonda che la madre non è solo buona,ma si presenta anche con il suo alto negativo, un pò streghesco, che è però il necessario stimolo a crescere, ad abbandonare ogni fantasie e simbiosi e nel caso di una ragazza a superare brillantemente la fase edipica.
4)La fiaba, come il mito, si articola quale percorso nello spazio e nel tempo, narrando costantemente l'avventura della costruzione del soggetto e del mondo. Essa ha da sempre avuto una funzione "pedagogica", di una pedagogia intesa come mezzo, per gli adulti, per far capire le cose, per trasmettere la loro umana esperienza alle giovani generazioni.
5)Lo spazio spirituale interiore della fiaba è la sapienza dell'uomo, dell'entità umana.
Fa molta impressione vedere come ogni popolo usi gli stessi motivi e le stesse immagini nelle sue fiabe in tutto il mondo, ovviamente ciascuno con le proprie caratteristiche.
Raccontando fiabe ai bambini, facciamo in modo che questa corrente non si spezzi, non si interrompa e non si perda.
Nel racconto della fiaba si esce per un momento, ogni giorno, dal tempo frenetico del quotidiano, dando spazio alla parola calma di chi narra e al silenzio ci coloro che ascoltano. Si alimenta allo stesso tempo la devozione per qualcosa di superiore che viene richiamato in quei momenti: il mondo delle immagini archetipe.
Quando si riesce a far ciò in forma ritmica, si nutrono le forze vitali del bambino che tanto consuma nella sua crescita, si fornisce il pensare in forma immaginativa.
Se prendiamo coscienza del vero contenuto del racconto, che parla di esperienze interiori, comprendiamo parola per parola ciò che esso significa. Quando il bambino segue dal fondo del cuore lo scorrere delle immagine che illustrano tali fatti ed alla fine esclama pieno d'entusiasmo: "anch'io vorrei essere un principe come quello!" egli ha riconosciuto la purezza del suo cuore e il suo valore. Le fiabe sono quindi un elemento essenziale dell'educazione che si indirizza alle più delicate forze dell'anima.
Il bambino è ricco di fantasia, è del tutto legato alle immagini e il miglior nutrimento che può ricevere è il racconto delle fiabe.
Le spiegazioni razionali, i discorsi astratti vengono accolti dal bambino come qualcosa di vuoto e senza senso, nelle fiabe vengono descritti temi legati allo sviluppo degli ideali dell'umanità, il bene viene trovato sulla strada della lotta contro il male. Chi durante l'infanzia ha potuto ascoltare molte fiabe riesce più facilmente a comprendere, da adulto, l'idea dello sviluppo personale e dell'autoeducazione. Il viaggio e le avventure del figlio del re per sposare la principessa vengono allora riconosciuti in se stessi come la ricerca del proprio essere superiore: congiungersi con esso è lo scopo di ogni sviluppo interiore.
Chi fa l'esperienza di raccontare spesso la stessa fiaba si accorge col tempo delle
rità che in casa sono celate: la "lotta contro il drago" appare quindi semplicemente una prova da superare sulla strada verso il bene.

Elisa Rezzoagli
La fiaba è caratterizzata da avenimenti e personaggi fantastici (esseri umani, animali, orchi, fate ,ma anche oggetti).
2. Le mie preferite erano.anzi sono, Il gatto con gli stivali, Hansel e Gretel e cappuccetto rosso!
3. Alla faba associo una morale, credo che in ognuna di esse ci sia un insegnamento Per lo più mi viene in mente il riscatto finale del protagonista sfortunato.
4. La fiaba è sicuramente uno strumento educativo perchè spesso affronta i piccoli problemi che un bambino, ma anche un adulto, si trova davanti nella vita quotidiana.
5. La fiaba favorisce la crescita interiore perchè permette al lettore di immedesimarsi in uno dei personaggi.

Alessia Di Piazza
CHE DEFINIZIONE DAI ALLA FIABA?
Secondo me la fiaba è uno stile narrativo che dà la possibilità al lettore di poter uscire dalla realtà e vivere diverse avventure che vanno sempre al di là di ogni immaginazione.
QUALE FIABA DELL' INFANZIA RICORDI?
Io ricordo tutte le fiabe classiche, perché mia mamma prima di andare a dormire mi leggeva spesso qualche racconto, ma io non ero attratta tanto dalle parole ma dalle figure dei libri.
ALLA FIABA CHE RICORDI ASSOCI UN TEMA MOTIVO PARTICOLARE?
Più che a un tema o a ad motivo particolare io ricordo tante immagini, disegni e colori. spesso io mi immaginavo tutto questo perché a volte non c erano nel libro.
PENSI CHE LA FIABA POSSA ESSERE UNO STRUMENTO EDUCATIVO?SE SI PERCHE'? Si lo penso perché grazie ai personaggi che l' autore crea, di cui spesso animali, il lettore si può facilmente identificare e cosi vivere direttamente questa magica esperienza proiettandosi in quella straordinaria realtà.
NELLA FIABA VI SONO ELEMENTI CHE FAVORISCONO LA CRESCITA INTERIORE?
Si proprio per la sua capacità di essere uno strumento educativo favorisce la crescita interiore grazie alla morale, cioè il messaggio che l' autore ci vuole trasmettere, il tutto è reso possibile grazie all' identificazione con i personaggi.

Silvia Sobrero
CHE DEFINIZIONE DAI DELLA FIABA?
La fiaba è in prosa, ha come protagonista di solito l'uomo, nelle cui vicende intervengono spiriti benefici o malefici, demoni, streghe, fate, ecc.; ha uno sviluppo molto narrativo ed è a carattere più dichiaratamente fantastico.
QUALE FIABA/E DELL'INFANZIA RICORDI?
Sono tante le fiabe che ricordo di quando ero bambina..mia sorella maggiore mi leggeva le fiabe dei fratelli Grimm e anche altre prese dall'enciclopedia dei "Quindici Libri del Come e del Perchè" . Quelle che più ricordo sono Rosaspina (La bella addormentata nel bosco), Riccioli d'oro e i tre orsi, e Hansel e Gretel.
Anche se la mia fiaba preferita in assoluto rimane la Sirenetta
ALLA FIABA CHE RICORDI ASSOCI UN TEMA-MOTIVO PARTICOLARE?
Non ci associo nessun tema-motivo particolare.. me le ricordo perchè era mia sorella a leggermele, la sera..a volte il pomeriggio. Ed era uno di quei rari momenti in cui stavamo insieme.
PENSI CHE LA FIABA POSSA ESSERE UNO STRUMENTO EDUCATIVO?SE SI,PERCHE'?
Si penso di si. Lo credo perchè alcune fiabe si dice abbiano una morale, come le favole. Quindi credo che in un modo o nell'altro aiutino l'uomo, il bambino e il ragazzo a riflettere.
NELLA FIABA VI SONO ELEMENTI CHE FAVORISCONO LA CRESCITA INTERIORE?QUALI?
Credo che esistano. Quali siano non lo so. Credo che debba essere la persona stessa a scavare dentro di se, per trovare quegli elementi che gli favoriscano la crescita interiore. Tutto dipende da ogni singola persona.

Elisa Malafarina
la fiaba cosi come anche la favola sono i mezzi ideali per comunicare con i bambini.La fiaba contiene elementi fantastici, irreali ma che catturano i mod straordinario l'attenzione del bambino..ma sopratutto gli permettono di viaggiare con la fantasia creandosi a loro volta delle fiabe/favole nuove e diverse sempre ambientante in mondi fantastici..secondo me la fiaba può anche avere un fine educativo..ovviamente dipende dal modo e da chi viene raccontata..perchè la fiaba pur nella sua ambientazione fantastica può dare dei suggerimenti, degli spunti che possono essere utili anche per la vita reale..certo un bambino non può cogliere da solo gli insegnamenti o i suggerimenti che stanno dietro ad un racconto..per questo credo che sia molto importante la figura di chi racconta la fiaba..perchè sarà proprio compito di quest'ultima fare da "mediatore"tra il bambino a il racconto..dovrà saper cogliere e trasmettere nel modo corretto quei piccoli suggerimenti che possono essere utili per crescere.
Le fiabe che più mi ricordo di quando ero piccola sono quelle dei fratelli grimm, perchè sono quelle che mi sono state raccontate con più frequenza e perchè erano quelle che piacevano di più anche a mia mamma..che me le raccontava cosi molto volentieri!Ovviamente poi quando sono cresciuta ho imparato aleggerle anche da sola, fino al punto da non volermi più staccare dal libro!Comunque non ho ricordi particolari da associare alle fiabe, mi ricordo che mi trasmettevano molta felicità quando me le raccontavano e che era molto bello poter immaginare come si svolgeva la storia lavorando con la mia fantasia!Buonaserata a tutti!

Boccalario Elisa
Che definizione dai della fiaba?
La fiaba è un racconto fantastico che trae origine dalla tradizione popolare.Suscita meraviglia o emozione.A fiaba associo due parole..mia nonna e calore.
Quale fiaba/e dell'infanzia ricordi?
Ricordo particolarmente La Bella e la Bestia
Alla fiaba che ricordi associ un tema-motivo particolare?
Per quanto riguarda La Bella e la Bestia l'importanza di non fermarsi all'apparenza
Pensi che la fiaba possa essere uno strumento educativo?se si,perchè?
Secondo me può essere un buon punto di partenza..partire dalla fiaba,come traccia e poi far scaturire le varie interpretazioni
Nella fiaba vi sono elementi che favoriscono la crescita interiore?Quali?
Nella fiaba c'è la meraviglia,la sensazione di uscire dal tempo(c'era una volta..)ma soprattutto la meraviglia,secondo me,servirebbe molto agli adulti:)

Ilaria Gigliotti
1.CHE DEFINIZIONE DAI ALLA FIABA?
Innanzitutto mi sento di premettere, soprattutto dopo l'esprerienza in aula magna con la dott. Malombra e il dott.benini che, chi scrive una fiaba immette nel suo lavoro il suo stato d'animo,o meglio dire all'interno della sua storia inserisce tutto ciò che è noto alla sua coscienza, e tutti quei sentimenti e quelle note affettive che sono dentro di sè ma di cui non ha un immediata percezione.Quindi, chi scrive una fiaba, introduce elementi provenienti dalla sua sfera cosciente e quelli provenienti dal suo incoscio.
Alla domanda che definizione dai alla fiaba, io direi che la fiaba è una storia di fantasia che attraverso una serie di eventi, raggiunge una meta, un traguardo, un obiettivo anche se prima bisogna affrontare una serie di rischi,pericoli, tormenti,dolori.
E' per questo motivo che la fiaba diventa la metafora della nostra della vita.
2 QUALE FIABA DELL'INFANZIA RICORDI?
Tante, ma quelle che ricordo con maggiore entusiasmo perchè ascoltandole erano capaci di farmi provare una miriade di sensazioni, ansia, tristezza, compassione
sono state:
-BIANCANEVE E I SETTE NANI
-CAPPUCCETTO ROSSO
-PINOCCHIO
-CENERENTOLA
-HANSEL E GRETEL.
3 ALLA FIABA CHE RICORDI ASSOCI UN TEMA EMOTIVO PARTICOLARE?
Si,certo.Sopprattutto in Pinocchio
Perchè quello che viene racocntato in questo romanzo non è altro che il mondo dei giorni nostri. Si vede l'amore di un genitore disposto a qualunque sacrificio per il figlio (e magari proprio per questo non sempre in grado di dare le risposte giuste), un bambino buono che viene avvicinato e aiutato o distolto da tanti personaggi, il gatto e la volpe (persone egoiste che approfittano dell'inesperienza di un giovane ragazzo per i propri comodi portandolo sulla cattiva strada), e tanti altri.
Il messaggio è chiaro ed è quello per il quale passano tutti in adolescenza. Si è come burattini di legno in balia di tutto e di chiunque, si viene avvicinati da persone che ci portano sulla cattiva strada (il gatto e la volpe), ci sono delle volte in cui gli impegni sembrano troppo grossi si vorrebbe vivere nel "Paese dei balocchi" senza impegni e responsabilità (per poi trovarsi dopo poco tempo vuoti e soli), c'è qualcuno che ci è vicino e ci ricorda i nostri doveri (il grillo parlante), c'è qualcuno che vuole aiutarci a diventare grandi (la fatina).
4 PENSI CHE LA FIABA POSSA ESSERE UNO STRUMENTO EDUCATIVO?SE SI PERCHE'?
Penso che la fiaba possa essre uno strumento educativo di grande importanza in quanto tocca nel bambino la molla dell'immaginazione che è una molla eesenziale alla formazione di un uomo completo.









































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